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cordone ombelicale Aprile 4, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, malasanità.
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Nella primavera del 2005 l’Italia è stata il teatro di un’avvincente campagna elettorale per il famoso referendum sulla procreazione artificiale. In quei mesi i politici della sinistra, da veri commedianti, presentarono il referendum come un’occasione perché la ricerca scintifica su alcune malattie genetiche potesse fare passi da gigante, accusando poi il centrodestra, contrario, di alta irresponsabilità.

 

A distanza di 3 anni, quei falsi annunci sono venuti a galla in Puglia. Il comitato salentino “un cordone per la vita”, che sensibilizza le mamme alla donazione del cordone ombelicale e del suo sangue, ha raccolto, attraverso una petizione popolare, 16 mila firme che sono state presentate al Presidente del consiglio regionale pugliese, Pietro Pepe, affinche’ venga istituita una banca del cordone ombelicale nella citta’ di Lecce. Il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, e’ ricco di cellule staminali indispensabili nella cura di alcune patologie.

 

Il centro destra ha da subito appoggiato l’iniziativa, ,in quanto i benefici della donazione del sangue del cordone sono enormi e riconosciuti da tutta la comunità scientifica. Il centrosinistra continua a fare orecchio da mercante, non dando ad oggi alcuna risposta ai responsabile del comitato.

 

E’chiaro che per i rappresentanti del centro sinistra pugliese, la salute dei cittadini è solo un tema di campagna elettorale per raccattare voti, e non un diritto da salvaguardare

On. Gabriella Carlucci

INCIDENTE MOLFETTA – IL QUINTO UOMO MUORE PER MALASANITA’ Marzo 11, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie.
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Molfetta in questi giorni è stata al centro dell’attenzione dei mass media per la tragica morte sul lavoro di 5 persone.

È una vicenda che conosciamo e ci ha lasciato profondamente stupiti ed angosciati. Le morti bianche, le morti sul lavoro sono inconcepibili in una nazione civile come la nostra Italia e troppo tardi il governo si è deciso ad approntare un decreto in materia.

In Puglia si va oltre: a questa emergenza si somma anche la cattiva gestione delle strutture sanitarie provocando un mix altamente pericoloso che nella vicenda molfettese ha probabilmente provocato la morte del giovane Michele Tasca.

Michele all’inizio era riuscito a sopravvivere alla tragedia della Truck Center, ma laddove non era riuscito l’acido solforico ci ha pensato la malasanità pugliese responsabile della morte del giovane diciannovenne.

Infatti il ragazzo prima di essere ricoverato in rianimazione a Monopoli (a quasi 100 km di distanza da Molfetta!!!!). Prima di trovare posto nel nosocomio a sud di Bari Michele è stato protagonista e vittima di sballottamenti tra i vari ospedali della provincia barese a causa di TAC non funzionanti (Molfetta), reparti di rianimazione che lo hanno rifiutato perché saturi nei posti letto o adorittura perché di altre ASL (Terlizzi, Bisceglie, Trani e Barletta) strutture ospedaliere inadeguate e tutto in un territorio ad alta densità di abitanti. In poche parole Michele è stato vittima della sanità pugliese, vittima di chi in questi ultimi anni ha solo pensato a sistemare parenti, amici, compagni di partito, a sperperare denaro pubblico a destra ed a manca, a causare buchi di bilancio nel settore sanitario, lasciando in balia delle onde gli ospedali, i medici, fregandosene altamente della salute dei pugliesi.

Persone responsabili avrebbero ammesso il loro fallimento e si sarebbero fatte da parte, mentre la Giunta regionale continua ad occupare le poltrone in attesa che la Procura di Trani faccia piena luce sull’accaduto.

Ora mi sento di esprimere il mio sentito cordoglio ai parenti delle vittime, alle mogli rimaste senza marito, ai figli resi orfani del loro padre ed ai genitori ai quali è stato tolto un figlio. Anche loro sono vittime di questa tragedia e la comunità pugliese con noi politici soprattutto a dare l’esempio e non solo dobbiamo sostenere, aiutare queste famiglie in tutti i modi.


Malasanità Puglia Febbraio 20, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, interventi sanitari, malasanità.
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La primavera pugliese è stata una vera illusione, che ora genera disillusione, scontento, e in taluni casi rabbia. I disastri della Giunta Vendola non risparmiano neanche la Provincia di Taranto. Al centro della polemica, sempre la questione sanitaria.  Secondo un sondaggio effettuato dai giornali locali, i tarantini sono del tutto insoddisfatti dell’Azienda Sanitaria locale TA/1, soprattutto per le liste d’attesa. Dall’agoaspirato ai noduli tiroidei fino ai più banali controlli alla vista, sono numerose le  segnalazioni che denunciano l’intasamento e la chiusura totale delle liste d’attesa in alcuni settori di visite specialistiche. Una situazione drammatica che colpisce in maniera tangibile soprattutto coloro che, per vari motivi, non possono rivolgersi a strutture private. Una disorganicità che dipende per larga parte dalla scarsa professionalità e sensibilità delle persone chiamte dal Presidente Vendola ad occuparsi del servizio sanitario regionale. La Giunta ha messo in cantiere tanti progetti, ma la praticità di queste realizzazioni si è rivelata deludente a causa del lassismo di un’amministrazione sempre meno motivata nel sostenere i cittadini.  Sbagliare è umano, perseverare è diabolico! Oggi Taranto torna al centro delle polemiche. Eppure non è passato tanto dalle morti di Castellaneta e da quando al direttore generale dell’Asl, Marco Urago, di area Ds, venne revocato il mandato dal Presidente regionale Nichi Vendola; la stessa persona che gli aveva affidato l’incarico. Non da meno lo scandalo del conflitto di interessi, su cui la Giunta Vendola ha sempre stentato nel dare risposte. Perché l’Assessore Tedesco, che in quanto a conflitti d’interessi sanitari è un campione, non risponde a questi interrogativi, invece di pensare alle varie ed inutili costituenti socialiste? Il servizio sanitario è tra le priorità che una pubblica amministrazione deve garantire. In Puglia non si parla solo di inefficenza, ma addirittura di abbandono. Se non si è in grado di frenare questi fattori che stanno logorando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma anche il benessere di ognuno di noi, allora meglio gettare la spugna. La sanità pugliese è allo sfascio perché mancano capacità manageriali per gestirla, ma soprattutto perché i governanti locali non dispongono delle sensibilità  per cogliere bisogni  e problematiche sociali. Taranto è solo la punta dell’iceberg. La vera catastrofe è una giunta rossa che ha tinto di rosso anche i conti sanitari.

Salviamo il Miulli Febbraio 18, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, inefficienze sanitarie, malasanità.
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   Mi associo con solidarietà alla protesta che la CGIL Funzione Pubblica porta avanti nei confronti del Presidente Vendola in merito lo stato di disagio in cui versano gli operatori dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Oramai, le proteste contro la Presidenza della Regione stanno coinvolgendo chiunque. Segnale che la sinistra non solo malgoverna, ma perde consensi anche tra i loro fedeli supporters. E’ già passato un anno dallo scoppio della protesta al Miulli, e ad oggi, a causa dell’immobilismo della Giunta Vendola, non si nota alcun segnale di distensione o miglioramento. Pian piano, tutte le strutture sanitarie pugliesi, chi per un problema, chi per altro, sono sempre più esposte a critiche e inattività.  E’ ora di gridare allo scandalo. Lo scandalo di degrado della sanità vendoliana, forte dei suoi doppipesismi, comportamenti omissivi, e – dulcis in fundo –favoritismi. La Puglia è totalmente scontenta Tutti, senza nessuna distinzione dai pazienti, ai medici agli operatori di ogni classe settore e livello! E questa l’uguaglianza di trattamento che Vendola assicurava ai pugliesi durante la sua demagogica campagna elettorale? Un livellamento della Puglia…, ma verso il basso.

  

La Puglia nega il vaccino alle giovani pugliesi Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Puglia, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, malasanità.
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LA PUGLIA NEGA IL VACCINO ALLE GIOVANI PUGLIESI:

Lombardia, Veneto, Basilicata, solo per citare alcune regioni, già offrono il vaccino gratuitamente alle quattro fasce di età indicate dal Ministero; solo la Puglia non rende pubblica la gratuità del farmaco, mettendo a riscio le giovani ragazze pugliesi.

Arrivare in 5 anni al 95% di copertura vaccinale per le giovanissime, prima del primo rapporto sessuale, così da eliminare il ciclo di diffusione del virus porterebbe a ridurre drasticamente il cancro al collo dell’utero che in Italia conta 3000 nuovi casi e 1200 decessi ogni anno. Gli esperti discutono dei risultati attesi in un incontro aperto al pubblico presso l’Istituto Regina Elena di Roma dove recentemente si è svolta la Tavola Rotonda “Pareri a confronto in tema di vaccino HPV”. Parola d’ordine per raggiungere questi obiettivi è sinergia di tutti gli operatori sanitari coinvolti: da un lato i ginecologi, che dovranno invitare le madri a vaccinare le proprie figlie, dall’altro il medico di famiglia e il pediatra. Oltre il 90% dei medici di medicina generale in recenti indagini ha manifestato il proprio interesse a formarsi e dare informazione sul vaccino e in alcune regioni corsi di formazione sono iniziati o in fase d’organizzazione, rileva Paola Chiara, coordinatore formazione FIMMG. Ma anche i pediatri, soprattutto a fronte di dati che dicono che l’età del primo rapporto sessuale continua a scendere, devono fare la loro parte, aggiunge Marzia Duse del Dipartimento Pediatria Università La Sapienza di Roma. Fondamentale sarà inoltre continuare lo screening con il pap-test che oggi copre circa il 75% della popolazione a rischio ma con buchi a Sud. In una prima fase questo farà salire i costi della prevenzione ma darà benefici e risparmi già a breve termine (riduzione di esami diagnostici e lesioni precancerose) e sarà un modo per misurare la protezione offerta dal vaccino. Fra alcuni anni vedremo una riduzione del cancro, conclude il direttore scientifico IRE Paola Muti, secondo gli studi mondiali ci si aspetta un crollo del 40-80%.
E’ disponibile nelle farmacie italiane il primo vaccino contro il Papillomavirus, causa principale del tumore al collo dell’utero che solo in Italia colpisce 10 donne ogni giorno ed è la seconda causa di morte in Europa per tumore tra le donne tra 15 e 44 anni. L’annuncio e’ stato dato in una conferenza stampa a Roma alla quale ha partecipato anche l’oncologo Umberto Veronesi.

Il vaccino quadrivalente contro il papillomavirus, oltre a diminuire il rischio di tumore al collo dell’utero, può prevenire altri tumori della sfera femminile. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla versione on-line della rivista Lancet, secondo cui le lesioni precancerose diminuiscono del 100%. La ricerca ha raccolto i risultati di tre studi precedenti, che hanno coinvolto 18mila donne tra i 16 e i 26 anni. “La prevenzione di queste lesioni – spiega Elmar Joura dell’università di Vienna – abbassa il rischio di sviluppare un cancro della vulva o della vagina e riduce la necessità di ricorrere ad interventi chirurgici. Per questo, ci si attende che la vaccinazione possa ridurre enormemente la morbilità, la mortalità e i costi di salute pubblica associati al cancro del collo dell’utero ma anche quelli dovuti al trattamento di queste due patologie”.

I vaccini salvano tre milioni di vite l’anno in tutto il mondo e svolgono un ruolo essenziale nella protezione contro le malattie, nella diminuzione della mortalità infantile e nell’aumento della speranza e della qualità di vita. I vaccini, elementi essenziali della sanità pubblica, sono indispensabili nella prevenzione delle malattie infettive; il loro campo d’applicazione si estende oggi a nuove sfide, quali l’invecchiamento della popolazione, il terrorismo biologico o la resistenza agli antibiotici. Infatti, oltre 400 nuovi vaccini sono attualmente in corso di sviluppo in tutto il mondo per proteggere gli individui dalle malattie infettive per le quali non esiste ancora una prevenzione efficace o dagli effetti che tali malattie possono comportare. In tale contesto, la conoscenza dei vaccini è un punto essenziale.
E’ pertanto essenziale informare in merito: alla strategia della vaccinazione e al suo impatto sia sul piano del progresso medico, sia su quello della sanità pubblica; alle prospettive aperte dai nuovi vaccini e alle specificità dei vari vaccini; alla protezione dei soggetti sani, che sta alla base dello sviluppo clinico, della farmacovigilanza e di un controllo epidemiologico specifico

Lo sfascio:la Turco deve rispondere Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, malasanità.
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SANITA’: PUGLIA; CARLUCCI (FI),TURCO DIA RISPOSTA SU SFASCIO

(ANSA) – BARI, 8 FEB – ‘Ho presentato un’interpellanza urgente al ministro della Sanita’, Livia Turco, sullo sfascio della sanita’ pugliese ed aspetto una risposta nel piu’ breve tempo possibile perche’, nonostante le proteste dei sindacati e di numerosi pazienti, la situazione non accenna a migliorare tra vuoti d’organico, gravi carenze nelle forniture e strutture fatiscenti’. La deputata di Forza Italia Gabriella Carlucci commenta cosi’ la presentazione di un’interpellanza urgente al ministro della Sanita’, Livia Turco, sulla situazione della sanita’ pugliese.
Carlucci sottolinea che ‘come se tutto cio’ non bastasse, e’ stato anche aumentato di 11 euro il ticket per le visite specialistiche mentre da un anno i sindacati dei lavoratori della sanita’ non vengono convocati. Per una giunta che aveva fatto della concertazione il proprio credo e aveva promesso di eliminare il ticket davvero non c’e’ male’.
L’esponente di Fi sottolinea di aver chiesto al ministro ‘un giudizio sulle crescenti difficolta’ finanziarie che la Giunta regionale pugliese incontra nella spesa sanitaria, pur avendo ereditato una gestione sostanzialmente sana sotto il profilo economico e funzionale’ e chiede ’se il ministro non ritenga opportuno porre sotto controllo la gestione delle Aziende sanitarie locali e degli ospedali della Regione Puglia, interessando del caso, ove occorra anche la competente sezione della Corte dei Conti’. (ANSA).

(ANSA) – BARI, 8 FEB – ‘Inoltre – conclude l’on.Carlucci – nonostante la Puglia abbia un rapporto infermieri/abitanti inferiore a quello italiano, che peraltro e’ inferiore a quello europeo (5,4 infermieri/abitanti, rispetto al 6,9 comunitario) si continuano a rimandare di mese in mese i concorsi per l’assunzione di nuovi infermieri, mentre si prevede di non rinnovare il contratto in scadenza agli infermieri precari: sono 400 nel solo ospedale Fazzi di Lecce ed andranno a casa il 30 giugno’.(ANSA).