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La Puglia nega il vaccino alle giovani pugliesi Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Puglia, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, malasanità.
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LA PUGLIA NEGA IL VACCINO ALLE GIOVANI PUGLIESI:

Lombardia, Veneto, Basilicata, solo per citare alcune regioni, già offrono il vaccino gratuitamente alle quattro fasce di età indicate dal Ministero; solo la Puglia non rende pubblica la gratuità del farmaco, mettendo a riscio le giovani ragazze pugliesi.

Arrivare in 5 anni al 95% di copertura vaccinale per le giovanissime, prima del primo rapporto sessuale, così da eliminare il ciclo di diffusione del virus porterebbe a ridurre drasticamente il cancro al collo dell’utero che in Italia conta 3000 nuovi casi e 1200 decessi ogni anno. Gli esperti discutono dei risultati attesi in un incontro aperto al pubblico presso l’Istituto Regina Elena di Roma dove recentemente si è svolta la Tavola Rotonda “Pareri a confronto in tema di vaccino HPV”. Parola d’ordine per raggiungere questi obiettivi è sinergia di tutti gli operatori sanitari coinvolti: da un lato i ginecologi, che dovranno invitare le madri a vaccinare le proprie figlie, dall’altro il medico di famiglia e il pediatra. Oltre il 90% dei medici di medicina generale in recenti indagini ha manifestato il proprio interesse a formarsi e dare informazione sul vaccino e in alcune regioni corsi di formazione sono iniziati o in fase d’organizzazione, rileva Paola Chiara, coordinatore formazione FIMMG. Ma anche i pediatri, soprattutto a fronte di dati che dicono che l’età del primo rapporto sessuale continua a scendere, devono fare la loro parte, aggiunge Marzia Duse del Dipartimento Pediatria Università La Sapienza di Roma. Fondamentale sarà inoltre continuare lo screening con il pap-test che oggi copre circa il 75% della popolazione a rischio ma con buchi a Sud. In una prima fase questo farà salire i costi della prevenzione ma darà benefici e risparmi già a breve termine (riduzione di esami diagnostici e lesioni precancerose) e sarà un modo per misurare la protezione offerta dal vaccino. Fra alcuni anni vedremo una riduzione del cancro, conclude il direttore scientifico IRE Paola Muti, secondo gli studi mondiali ci si aspetta un crollo del 40-80%.
E’ disponibile nelle farmacie italiane il primo vaccino contro il Papillomavirus, causa principale del tumore al collo dell’utero che solo in Italia colpisce 10 donne ogni giorno ed è la seconda causa di morte in Europa per tumore tra le donne tra 15 e 44 anni. L’annuncio e’ stato dato in una conferenza stampa a Roma alla quale ha partecipato anche l’oncologo Umberto Veronesi.

Il vaccino quadrivalente contro il papillomavirus, oltre a diminuire il rischio di tumore al collo dell’utero, può prevenire altri tumori della sfera femminile. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla versione on-line della rivista Lancet, secondo cui le lesioni precancerose diminuiscono del 100%. La ricerca ha raccolto i risultati di tre studi precedenti, che hanno coinvolto 18mila donne tra i 16 e i 26 anni. “La prevenzione di queste lesioni – spiega Elmar Joura dell’università di Vienna – abbassa il rischio di sviluppare un cancro della vulva o della vagina e riduce la necessità di ricorrere ad interventi chirurgici. Per questo, ci si attende che la vaccinazione possa ridurre enormemente la morbilità, la mortalità e i costi di salute pubblica associati al cancro del collo dell’utero ma anche quelli dovuti al trattamento di queste due patologie”.

I vaccini salvano tre milioni di vite l’anno in tutto il mondo e svolgono un ruolo essenziale nella protezione contro le malattie, nella diminuzione della mortalità infantile e nell’aumento della speranza e della qualità di vita. I vaccini, elementi essenziali della sanità pubblica, sono indispensabili nella prevenzione delle malattie infettive; il loro campo d’applicazione si estende oggi a nuove sfide, quali l’invecchiamento della popolazione, il terrorismo biologico o la resistenza agli antibiotici. Infatti, oltre 400 nuovi vaccini sono attualmente in corso di sviluppo in tutto il mondo per proteggere gli individui dalle malattie infettive per le quali non esiste ancora una prevenzione efficace o dagli effetti che tali malattie possono comportare. In tale contesto, la conoscenza dei vaccini è un punto essenziale.
E’ pertanto essenziale informare in merito: alla strategia della vaccinazione e al suo impatto sia sul piano del progresso medico, sia su quello della sanità pubblica; alle prospettive aperte dai nuovi vaccini e alle specificità dei vari vaccini; alla protezione dei soggetti sani, che sta alla base dello sviluppo clinico, della farmacovigilanza e di un controllo epidemiologico specifico