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INCIDENTE MOLFETTA – IL QUINTO UOMO MUORE PER MALASANITA’ Marzo 11, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie.
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Molfetta in questi giorni è stata al centro dell’attenzione dei mass media per la tragica morte sul lavoro di 5 persone.

È una vicenda che conosciamo e ci ha lasciato profondamente stupiti ed angosciati. Le morti bianche, le morti sul lavoro sono inconcepibili in una nazione civile come la nostra Italia e troppo tardi il governo si è deciso ad approntare un decreto in materia.

In Puglia si va oltre: a questa emergenza si somma anche la cattiva gestione delle strutture sanitarie provocando un mix altamente pericoloso che nella vicenda molfettese ha probabilmente provocato la morte del giovane Michele Tasca.

Michele all’inizio era riuscito a sopravvivere alla tragedia della Truck Center, ma laddove non era riuscito l’acido solforico ci ha pensato la malasanità pugliese responsabile della morte del giovane diciannovenne.

Infatti il ragazzo prima di essere ricoverato in rianimazione a Monopoli (a quasi 100 km di distanza da Molfetta!!!!). Prima di trovare posto nel nosocomio a sud di Bari Michele è stato protagonista e vittima di sballottamenti tra i vari ospedali della provincia barese a causa di TAC non funzionanti (Molfetta), reparti di rianimazione che lo hanno rifiutato perché saturi nei posti letto o adorittura perché di altre ASL (Terlizzi, Bisceglie, Trani e Barletta) strutture ospedaliere inadeguate e tutto in un territorio ad alta densità di abitanti. In poche parole Michele è stato vittima della sanità pugliese, vittima di chi in questi ultimi anni ha solo pensato a sistemare parenti, amici, compagni di partito, a sperperare denaro pubblico a destra ed a manca, a causare buchi di bilancio nel settore sanitario, lasciando in balia delle onde gli ospedali, i medici, fregandosene altamente della salute dei pugliesi.

Persone responsabili avrebbero ammesso il loro fallimento e si sarebbero fatte da parte, mentre la Giunta regionale continua ad occupare le poltrone in attesa che la Procura di Trani faccia piena luce sull’accaduto.

Ora mi sento di esprimere il mio sentito cordoglio ai parenti delle vittime, alle mogli rimaste senza marito, ai figli resi orfani del loro padre ed ai genitori ai quali è stato tolto un figlio. Anche loro sono vittime di questa tragedia e la comunità pugliese con noi politici soprattutto a dare l’esempio e non solo dobbiamo sostenere, aiutare queste famiglie in tutti i modi.


Interventi Vendola Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Foggia, Puglia, malasanità.
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RICHIESTA AL GOVERNO Fondi per la sanità, Vendola vuole nuovi criteri 

BARI – Nichi Vendola intende chiedere al governo centrale la modifica dei criteri con cui il Fondo sanitario nazionale viene ripartito tra le Regioni. L’annuncio, quasi un inciso, è arrivato nel corso della riunione con cui i consiglieri e i segretari di centrosinistra hanno dato il via libera al nuovo Piano regionale della salute. Il governatore, concludendo il vertice dopo diverse ore di dibattito, ha richiamato un recente studio dell’Istat sul rapporto tra contesto socio economico e diffusione delle malattie. La morbilità, ha spiegato, cresce dove sono più cattive le condizioni economiche. Come dire, che più si è poveri più è alto il rischio di ammalarsi. L’attuale sistema di riparto del Fondo sanitario, invece, non tiene conto dei fattori economici.
Bensì del dato sull’invecchiamento: più anziani sono concentrati in una Regione, più aumentano i trasferimenti finanziari. Ma, ha rilevato lo studio Istat citato da Vendola, gli anziani più « poveri » si ammalano di più. Dunque, il fattore economico è centrale. Vendola vuole portare la questione nella Conferenza Stato Regioni. « Lo studio Istat ha detto ci consentirà di rivendicare la modifica dei criteri » . Spiega l’assessore alla Salute Alberto Tedesco: « In virtù del principio della quota ” pesata”, cioè influenzata dal criterio della popolazione anziana, alla Puglia spettano circa 1.200 euro a cittadino residente » . La nostra regione è al terz’ultimo posto. Alla Liguria, che è prima, vengono assegnati più di 1.700 a residente. La quota « pesata » , protesta spesso il centrodestra, fu introdotta dal primo governo Prodi, nel 1996. « È vero dice Tedesco ma ciò non significa che non si debba chie derne la modifica. Porremo il problema e se non saremo soddisfatti, quest’anno potremmo non dare il nostro assenso in conferenza Stato Regioni » .
Al vertice hanno partecipato tutti i partiti.
Assente solo il Pdci, dopo la decisione di non partecipare più a riunioni di maggioranza.
C’erano, invece, gli altri due partiti critici con la giunta: Italia dei Valori e Psdi. A nome dell’Ulivo, il portavoce Michele Pelillo ha sollecitato « un provvedimento cornice » . Che, invece di programmare a livello centrale la distribuzione dei posti letto, contenga da un lato sei piani provinciali sull’organizzazione sanitaria e dall’altro includa il programma di edilizia sanitaria con le « priorità di intervento » . In pratica, una richiesta di maggiore decentramento nelle scelte. Sollecitati, inoltre, nuovi modelli organizzati, innovazione tecnologica e il potenziamento della medicina territoriale. Rifondazione ha chiesto rigore nel controllo della spesa. L’Italia dei valori non vuole escludere a priori la reintroduzione dei ticket e sollecita attenzione alle cure pediatriche. A tutti ha risposto Tedesco. Già nell’attuale formulazione, ha spiegato riferendosi all’Ulivo, il Piano rinvia alle decisioni delle Asl per le scelte definitive « nei servizi ospedalieri e territoriali » .
Condivisa la necessità di modelli organizzativi fondati sull’innovazione e la tecnologia.
Quanto all’edilizia sanitaria, « il Piano indicherà il programma complessivo; poi saranno gli interventi operativi, individuati dalla giunta in un processo di concertazione, a dare corso a quanto previsto nel Piano » . F. Str.

SANITA’: VENDOLA A FOGGIA,MOLTO DA GUARIRE IN SANITA’ PUGLIA

(ANSA) – FOGGIA, 20 APR – ‘C’e’ molto da guarire nella sanita’ pugliese, soprattutto da procedere speditamente alla ricostruzione di tutti i presidi territoriali della salute’. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Il presidente della Regione Puglia, intervenendo a Foggia alla cerimonia per i dieci anni di vita dell’azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti. nell’ambito della cerimonia e’ stata anche posta la prima pietra del nuovo blocco e del corpo H del’ospedale.
‘La Sanita’ – ha continuato Vendola – non si produce negli ospedali. Negli ospedali si curano le malattie, ma le malattie bisogna prevenirle e bisogna anche deflazionare la presenza dei cittadini negli ospedali attraverso la costruzione di reti di poliambulatori, di reti di consultori, attraverso l’educazione alimentare, stradale’. ‘La salute – ha detto ancora – e’ anzitutto cultura della prevenzione e poi e’ la continuita’ tra rete ospedaliera e territorio ed e’ anche per tante fasce di patologie specifiche, la possibilita’ dell’assistenza domiciliare’. ‘Su questa strada – ha concluso – stiamo finendo di costruire, con una concertazione molto larga il piano della salute’.(ANSA).

SANITA’: VENDOLA, PRECARIATO REGALO SPECIALE CENTRODESTRA

(ANSA) – FOGGIA, 20 APR – ‘Ci sono precari del 118, del mondo dell’ausiliariato, ci sono i precari medici, precari sulle ambulanze. Il precariato e’ il piu’ grande regalo che il centro destra ha fatto all’Italia ed e’ un regalo speciale che ha fatto alla Puglia’. Lo ha detto a Foggia il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
‘Abbiamo in Puglia 20.000 persone in meno a lavorare nella sanita’ – ha proseguito – siamo grandi come l’Emilia Romagna che ha 56.000 operatori nella sanita’, mentre la Puglia ne ha soltanto 36.000′. ‘Il precariato – ha aggiunto – e’ stata una umiliazione per i lavoratori e ha rappresentato un costo superiore per le casse della sanita’. Noi abbiamo istituito un tavolo per monitorare e conoscere, perche’ c’e’ una giungla di tipologia di precarieta’ e abbiamo cominciato percorsi di stabilizzazione’. ‘Nei concorsi che entro maggio saranno espletati in tutte le Asl – ha concluso – ci sara’ una quota di riserva del 50% che riguardera’ la platea storica dei precari. Non abbiamo le forze per risolvere tutti i problemi, ma abbiamo avviato un processo nel quale l’orizzonte e’ il diritto al lavoro stabile’.(ANSA).

SANITA’: PUGLIA;VENDOLA, BUONI RISULTATI DA ACCORPAMENTO ASL

ANSA) – FOGGIA, 20 APR – ‘Credo che l’accorpamento stia dando risultati in termini di razionalizzazione del sistema, a Foggia come in tutta la Puglia’. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in relazione all’accorpamento delle asl. Con tale decisione – ha aggiunto – c’e’ ‘la possibilita’ per il decisore politico di avere un maggiore controllo sulla spesa sanitaria e poter far vincere meglio una linea di programmazione e di omogeneizzazione delle risposte’. (ANSA

Nichi Vendola salvato dalla sua giunta: tre punti in più sul 2006 

Nichi Vendola salvato dalla sua giunta: tre punti in più sul 2006 
Consenso per le politiche giovanili, va male la sanità Ma il 70% di chi lo ha votato lo farebbe ancora

BARI – Chi ha avuto fiducia nel presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a quasi due anni dall’inizio del suo mandato non sembra essersi pentito ( il 70% infatti lo rivoterebbe), ma il suo carisma appare un po’ appannato. Almeno questa è la fotografia che vien fuori dal sondaggio commissionato dal Corriere del Mezzogiorno alla Swg sullo stato di salute del governo regionale. In fatto di popolarità, il governatore risulta addirittura due punti sotto il sindaco di Bari, Michele Emiliano ( 27 contro 25 in merito al gradimento dell’attività amministrativa svolta). E la riconferma del 70% dei suoi elettori seppure positiva, non è esaltante, soprattutto se si tiene conto del fatto che Vendola ha vinto di misura con il candidato del centrodestra Fitto, con appena 14mila voti di scarto. Quindi, se si tornasse a votare domattina, rischierebbe di non essere riconfermato. Certo, il risultato del sondaggio non può non mettersi in relazione con i riflessi della situazione nazionale dell’Unione, e con la progressiva perdita di consensi e di gradimento dovuta alle divisioni interne, culminate nella caduta del Governo Prodi. Una tendenza che in Puglia si era già fatta sentire precocemente alle Politiche, dopo poco più di un anno che i pugliesi avevano puntato sul « poeta comunista » , tanto vero che la Puglia scelse il centrodestra, in linea con la Lombardia e il Triveneto. Tornando al sondaggio, i cittadini oltre ad esprimere il proprio gradimento sull’operato della giunta regionale, hanno anche individuato alcuni capitoli dell’azione amministrativa ritenuti deboli: sanità, Acquedotto e smaltimento dei rifiuti. Indicazione ritenuta utile da Swg, perchè proprio sulla soluzione di questi problemi potrebbe, forse, consumarsi la futura sfida di governo. LA GIUNTA E’ alle Politiche giovanili e, quindi, all’assessore Guglielmo Minervini ( Margherita), ma anche all’assessore Mimmo Lomelo ( Verdi) che va la palma d’oro dei pugliesi sia per i provvedimenti legati a « Bollenti spiriti » , che ai pensionati studenteschi. Un merito riconosciuto anche dagli elettori di centrodestra e una spina nel fianco di quanti, fra i Dl, chiedono la rimozione di Minervini. E’ invece il problema della casa e del mercato immobiliare il punto che preoccupa maggiormente i pugliesi. Al terzo posto c’è la sanità con l’assessore Alberto Tedesco ( Socialisti autonomisti).
Mentre l’assessore Mario Loizzo ( Ds) coglie un risultato positivo in materia di trasporti pubblici locali, ma deve percorrere ancora parecchi chilometri prima di entrare completamente nelle grazie degli elettori di centrosinistra sulla soluzione dei nodi ferroviari. Bassissimo, invece, il gradimento sulle politiche dell’acqua sia da parte degli elettori di centrosinistra che di centrodestra. Peggio vanno solo l’edilizia, lo sviluppo urbano e la manutenzione degli spazi verdi. IL GRADIMENTO DELLA GIUNTA Dal 2006 al 2007 cresce di tre punti il gradimento del lavoro svolto dalla giunta regionale. Contenti il 60% degli elettori del centrosinistra, per niente contenti come era prevedibile il 60% gli elettori del centrodestra. Il dato più interessante è quello dei non collocati la fascia di indecisi che sempre più spesso determina il risultato elettorale di questi, si dichiarano soddisfatti dell’operato dell’amministrazione solo il 34%. LA FIDUCIA NEL PRESIDENTE – L’appeal del presidente della Regione sembra essersi un po’ appannato agli occhi dei suoi elettori: dal 2006 al 2007 è calato di 4 punti ( era 51 ora è 47), anche se il 70% dei suoi elettori sarebbe pronto a rivotarlo. Naturalmente, secondo i sondaggisti, le lievi oscillazioni risentono della situazione nazionale. Analizzando nel dettaglio il dato, si vede che il 70% degli elettori del centrosinistra ha ancora fiducia in Vendola, e ancora una volta gli indecisi sono spaccati in due ( 38 contro 33). Mentre gli elettori del centrodestra confermano la propria scelta. Quanto al voto, il 70% di chi lo ha scelto tornerebbe a mettere una croce sul comunista che portò sorprendentemente l’Unione alla vittoria in una terra considerata da sempre a destra. Ma questa volta il 70% rischierebbe di non essergli sufficiente.
Governare, si sa, logora i consensi: da una parte lo scivolone su Aqp, l’abbandono di Petrella e l’indignazione delle fasce no global, tradizionale elettorato di Rifondazione, contrapposte all’efficientismo preteso dai riformisti. Dall’altra la sanità che non decolla e crea attrito e divisione nei partiti, specie in vista del posizionamento nei congressi di Ds e Margherita. Senza contare gli attriti istituzionali nel settore dello smaltimento dei rifiuti e le corrosive battaglie in materia di ambiente contro il Governo centrale e con gli stessi imprenditori. Vendola nell’ultima intervista in tv e più ancora in quella al Corriere della Sera ha voluto offrire di sè un’immagine governativa, anni luce lontana dalla vecchia politica priotestataria. In questa luce, allora, il sondaggio può essere un buon canovaccio per correggersi in corsa e intercettare i malumori dei pugliesi. Lorena Saracino