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Sotto accusa la spesa farmaceutica, le forniture sanitarie, e la mobilità dei pazienti verso altre strutture
FOGGIA — La gestione poco oculata delle ex aziende sanitarie locali della provincia di Foggia dal 2000 al 2005 ha determinato perdite ingenti tali da far sì che oggi la Asl unica avvia la sua attività con una situazione finanziaria pesantemente in rosso. A fronte di un attivo complessivo di 344 milioni di euro, le perdite consolidate, dunque le voci in rosso, ammontano a 386 milioni di euro. E’ quanto emerso ieri mattina nel corso della conferenza stampa tenuta dal commissario della Asl Donato Troiano e dallo staff di collaboratori chiamati a ridisegnare e riorganizzare l’azienda dopo l’accorpamento stabilito dalla Regione cinque mesi fa.
Non era intenzione dell’attuale commissario, che aveva convocato l’incontro per illustrare le novità introdotte, far emergere la disastrosa situazione finanziaria dell’azienda. Ma così è stato a partire dalle voci in rosso dell’ultimo consuntivo, quello 2006. LA VORAGINE Le perdite consolidate delle tre ex aziende Fg1, Fg2, Fg3, accumulate negli anni, ammontano a 296 milioni di euro. A questa cifra vanno aggiunti i 90 milioni di euro di perdite del bilancio consuntivo 2006 che si è appena chiuso. Il calcolo è presto fatto: la nuova azienda sanitaria unica ha un buco di 386 milioni di euro. Secondo Troiano e secondo il subcommissario Antonio Di Biase a contribuire a queste perdite almeno tre voci: la spesa farmaceutica, le forniture sanitarie e la cosiddetta mobilità passiva, i cittadini della Capitanata non si fidano degli ambulatori della Asl e preferiscono curarsi altrove.
Sul fronte della spesa farmaceutica l’attuale dirigenza si è posta l’obiettivo di andare ad una diminuzione di circa 8 milio ni di euro all’anno. A guardare la spesa per le medicine così come è avvenuta in passato i foggiani si ammalavano di più dei cerignolani, visto che nella ex Asl fg2 la spesa media per cittadino all’anno era 182 euro mentre per un foggiano la Asl fg3 ne spendeva 225 di euro. In realtà, secondo Troiano, sono mancati i controlli. Così come non ci sono stati argini nell’acquisto di forniture: dai reagenti per le analisi, alle siringhe, alle protesi. Rilevante, in questi anni, anche le voci di spesa per le cure termali. I RIMEDI Sul fronte finanziario Troiano conta di ridurre nel 2007 le perdite di un 15 per cento e di intervenire massicciamente sul fronte degli investimenti per migliorare le prestazioni sanitarie. Già portata a termine l’unificazione contabile, del personale, dell’organizzazione aziendale, del sistema di prenotazione e della messa in rete delle prestazioni. In aree come il Subappennino saranno creati servizi come la radiologia mobile e la fisioterapia domiciliare.
Dopo Manfredonia anche a Cerignola, San Severo e Foggia saranno aperti centri di riabilitazione psico sociale. A Torremaggiore sorgerà un hospice per malati terminali e sarà attivato l’unità di terapia intensiva respiratoria. Firmato inoltre un protocollo d’intesa tra Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Ospedali Riuniti di Foggia e Asl FG per l’istituzione di una rete di dipartimenti interaziendali di cardiologia, urgenza emergenza e oncologia. Antonella Caruso
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