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Ospedale Trani:manca il personale Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Puglia, Trani, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, malasanità, medici e politici in protesta.
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Corriere del Mezzogiorno – BARI -
sezione: BAT – data: 2007-06-06 num: – pag: 7
categoria: REDAZIONALE

Ospedale di Trani, manca il personale Destra e sinistra attaccano la Regione

Cioce ( Psdi) e Laurora ( Fi) protestano. Tedesco: « Assunzioni entro giugno »

TRANI — E’ di nuovo allarme a Trani sulla questione dell’ospedale San Nicola Pellegrino: quest’estate per mancanza di personale la direzione ridurrà presto una cinquantina di posti letto tra i vari reparti, mentre la Ginecologia Ostetricia promessa dal governo Vendola tarda ad essere ripristinata e l’Ematologia sarà ridotta a servizio ambulatoriale. La protesta è decisamente bipartisan e il dito è naturalmente puntato contro il governo regionale guidato da Nichi Vendola, che però attraverso l’assessore alla Sanità rassicura i tranesi su una cosa: « Entro ottobre si tornerà a nascere a Trani » . LE RICHIESTE Dopo il primo cittadino di Trani, Giuseppe Tarantini, che ha chiesto una revisione delle regole espresse dalla delibera regionale in materia di attivazioni e disattivazioni di reparti, adesso sono i consiglieri regionali del territorio ad intervenire. Ai vertici regionali, ciascuno con una propria interrogazione, si sono rivolti sia Carlo Laurora ( Forza Italia) che Beppe Cioce ( Psdi). « Questo governo regionale dice Laurora non ha dato seguito al processo di rimodu lazione del piano di riordino ospedaliero, non ha ancora provveduto alla riapertura del reparto di Ginecologia, ci ha scippato Ematologia. E, adesso, per completare l’opera, assiste passivamente alla polverizzazione del nostro ospedale nonostante vi sia una delibera, la numero 292 di giunta regionale, che avrebbe dovuto prevedere la riapertura e il potenziamento dei reparti anche a Trani. La situazione rimarca il consigliere di opposizione del nostro stabilimento è gravissima. All’interno della struttura, così come in città, si percepisce un clima di smobilitazione e di preoccupante smarrimento del quale il governo Vendola deve ritenersi assolutamente responsabi le » . Cioce chiede di ripristinare nel più breve tempo possibile la piena funzionalità dei reparti.
« Trani è una città grande dice il consigliere regionale di maggioranza e d’estate raddoppia la sua popolazione. I servizi ospedalieri, quindi, devono aumentare e non diminuire in questo periodo cruciale dell’anno. E’ per questo conclude che ho già chiesto all’assessore Tedesco di intervenire per garantire la copertura del personale necessario a riattivare i posti letto soppressi » . Cioce insiste anche sulla riapertura del reparto di Ginecologia. IL PROGRAMMA L’assessore Tedesco assicura però che « quanto pre visto dalla delibera regionale sarà attuato. Occorre precisa soltanto vedere come e quando. Martedì prossimo incontrerò il direttore generale della Asl Bat, Maurizio Portaluri, per discutere anche di questo. Fermo restando che le assunzioni sono bloccate a causa della Finanziaria, stiamo valutando la proposta di pianta organica che ci è pervenuta dalla Asl della nuova provincia. E assunzioni ce ne saranno entro giugno. Per riattivare la Ginecologia, senza dimenticare che il reparto sarà unico per Trani e Bisceglie, valuteremo se effettuare assunzioni o se basteranno i trasferimenti dalle altre strutture ospedaliere » .
Tedesco assicura anche a Trani non sarà attuato alcuno smantellamento e tutto quello che è stato previsto dalla delibera regionale 292 del marzo scorso sarà attuata.
« L’Ematologia viene trasferita Barletta precisa dove andrà a far parte della nuova Oncologia, soltanto come unità operativa. A Trani rimarranno i servizi ambulatoriali e quindi tutte le prestazioni compatibili con le potenzialità di un ambulatorio » . Carmen Carbonara L’ingresso dell’ospedale San Nicola Pellegrino

I medici processano la sanità di Vendola « Riorganizzazione governata dal caos »

Documento sottoscritto da tutte le principali sigle sindacali dei camici bianchi Tedesco non replica, ma invoca « un patto di civiltà per ripristinare il confronto »

BARI — La prevenzione segna il passo. L’assistenza territoriale è inadeguata. La riorganizzazione ospedaliera « è governata dal caos » . Soprattutto manca il confronto della politica con la classe medica. I camici bianchi, con una lettera aperta al governatore Vendola, mettono sotto processo la politica sanitaria della giunta.
E invitano « ad una radicale revisione critica dei metodi e delle scelte » per arginare fenomeni di « spreco, inefficienza e malasanità » . I sindacati medici e veterinari firmano un documento di fuoco: pacato nei toni, aspro nella sostanza. Dalla giunta si leva la voce dell’assessore alla Salute Alberto Tedesco. Che ( formalmente) non replica ai medici, ma invoca « un patto di civiltà per ripristinare il confronto, del fare e del collaborare » .
Qualcuno all’interno della giunta regionale, si è chiesto del perché il documento arrivi a tre giorni dalle amministrative. Ma nessuno ha deciso di polemizzare, perché si è riconosciuta la fondatezza di alcune argomentazioni e il disagio della categoria. A firmare il documento sono tutte le principali sigle sindacali: Anaao, Cimo, Umsped, Ci vemp, Fed Cisl, Cgil Medici, Snabi, Fedmedici, Cumi Aiss.
Se si volesse individuare una matrice politica, non la si troverebbe: ci sono sigle vicine tanto al centrodestra quanto al centrosinistra.
La lettera non risparmia nessuno. « La classe politica del passato e dell’attuale governo dicono i medici non può ignorare le proprie responsabilità in tanti casi di cosiddetta ” malasanità” » . Concepire piani sanitari, riordini ospedalieri, assistenza territoriale senza le necessarie condizioni di sicurezza « può essere rischioso » . Ma ciò nonostante, c’è una cosa che « accomuna vecchi e nuovi governanti: nessuno ha mai coinvolto gli operatori sanitari » nelle decisioni.
Forse, perché « non abbiamo la dignità di assumere il ruolo di ” interlocutori”, o forse perché chiederemmo strutture efficienti » . Non è finita. Arrivano altre bacchettate bipartisan. « I sindacati medici prosegue la lettera apprezzaron o i l P i a n o s a n i t a r i o 2002 2004. Furono invece molto critici sul Riordino ospedaliero del governo Fitto, per gli squilibri e le contraddizioni che si determinarono in fase di attuazione. Così pure contestarono il blocco delle assunzioni » . Il resto è una rampogna a Vendola. Egli, si scrive nella lettera, « ha esordito con progetti accattivanti e di grande respiro » che sono stati travolti dalla « politica dei campanili e di deprecabili interessi particolari » . Segue la raffica di critiche: sulla prevenzione, l’assistenza territoriale, la ristrutturazione ospedaliera, i policlinici universitari « arroganti e autoreferenziali » , la mancanza di confronto.
La lettera arriva all’indomani del grave ferimento subito da un cardiochirurgo leccese e dell’aggressione alle sedi di un paio di guardie mediche. Il forzista Rocco Palese li addita come « frutto della totale assenza di governo e di controllo nella sanità » . Tedesco replica all’azzurro, senza mai nominarlo. Ma si rivolge anche ai medici quando parla di « un pericoloso clima instauratosi in Puglia: una spirale che abbiamo tutti il dovere di spezzare » . Un’occasione, dice l’assessore, sarà fornita dal « forte processo di riprogrammazione del servizio sanitario pugliese » . Che, rassicura i sanitari, coinvolgerà « operatori e cittadini nelle scelte di fondo » : ovvero sui servizi da programmare e sugli investimenti da eseguire. « Alzare il tono della polemica dice rivolto al centrodestra e strumentalizzare cinicamente anche gli episodi di aggressione determina l’aggravamento della situazione » . L’opposizione perde l’occasione « per un ruolo critico e costruttivo » . Mentre c’è bisogno di « di un patto di civiltà che ripristini le condizioni del confronto, del fare e del collaborare. Solo di ciò la Puglia ha bisogno » .
Raccoglie il grido di dolore dei camici bianchi anche il presidente della commissione Sanità, Dino Marino ( Ds): « Il confronto con i medici ci deve essere e ci sarà » . Ricorda la campagna di ascolto avviata dall’Ulivo e promette la consultazione di tutte le sigle.
Mentre Giammarco Surico, dall’opposizione, solidarizza con la lettera aperta dei medici, la maggioranza, sul tema della sanità, resta inquieta. Il ds Enzo Montanaro, per esempio, critica proprio la campa gna di ascolto celebrata da Marino ( « singolare per tempistica, modalità e intima sostanza » ) . C’è chi legge queste parole come il segnale del disagio di Montanaro dentro il suo gruppo; c’è chi invece le interpreta come l’insoddisfazione per non essere stato coinvolto nella provincia in cui è eletto: Brindisi. L’Italia dei Valori, per bocca del responsabile Sanità Giuseppe Caprioli, invoca la modifica di alcuni punti del Piano della salute. Rifondazione, con il capogruppo Arcangelo Sannicandro, chiede invece di « monitorare continuamente il settore » . Solida rizza con i medici quando « chiedono di debellare l’affarismo. Noi siamo impegnati a farlo. Ma non è facile debellare, né abbiamo la bacchetta magica » . E aggiunge: « Non confondiamoci le idee: la sanità di oggi, non è il frutto di chi ha assunto la responsabilità di governo da soli due anni » .
Sembra una parola di speranza quella pronunciata da Filippo Anelli della Fimmg. Che chiede di « fermare il linciaggio della professione medica » e sollecita « sostegno per un servizio sanitario che garantisce a tutti il diritto alla salute » . Francesco Strippoli NELL’OPPOSIZIONE Il consigliere Surico solidarizza con la lettera aperta dei medici NELLA MAGGIORANZA Il ds Montanaro critica la campagna di ascolto lanciata dall’Unione IL CASO Lettera aperta dei medici pugliesi al governatore Nichi Vendola. A firmarla tutte le sigle sindacali Nella foto, Vendola con l’assessore Tedesco

Ospedale: il sindaco Tarantini scrive alla Regione e alla Asl BA/2

«La riduzione di posti letto sta arrecando grande disagio alla città»

Il sindaco di Trani, dott. Giuseppe Tarantini, ha inviato una nota al Presidente della Regione Puglia, all’Assessore regionale alla sanità e al direttore generale della Ausl BA/2 sulla situazione dell’ospedale tranese:

«Illustrissimi, la riduzione dei posti letto determinata dalla Direzione Sanitaria  il  nosocomio di Trani, città che ad oggi conta poco meno di 55 mila abitanti, sta arrecando grande disagio agli  operatori  e alla cittadinanza tutta.

A fronte altresì delle emergenze  per l’imminente  stagione  estiva,  in  qualità di Sindaco di Trani sento il diritto-dovere di avviare ogni possibilità che miri alla riapertura di un dialogo propositivo che  riveda  le regole espresse dalla delibera regionale in materia di attivazioni e disattivazioni,  in funzione e al fine, di garantire maggiore sicurezza e sviluppo  per la città. Fiducioso nella Vostra sensibilità rivolgo alle SS. LL. richiesta di incontro, da ritenersi urgente ed improcrastinabile.» 

 

I primari: basta firmato un patto ; “Paghiamo scelte di altri”

Un patto per migliorare la sanità tarantina. E per chiedere di essere interpellati sulle decisioni che i medici poi scontano sulla loro pelle. È il patto sottoscritto da trentatré primari su trentasei in servizio nei due ospedali di Taranto, il Ss. Annunziata ed il Moscati. Nel documento i camici che guidano le strutture ospedaliere hanno focalizzato le criticità dei reparti. Ma i primari hanno stigmatizzato anche la tendenza ad escluderli dalle decisioni sulla sanità, lasciate ad appannaggio di chi amministra le aziende. Il documento è stato anticipato in una riunione tenuta venerdì con il commissario Carlo Sessa, che ha sostituito Marco Urago silurato dal presidente Vendola dopo la tragedia dell´Utic di Castellaneta. L´iniziativa dei primari sarà al centro di un nuovo incontro con il commissario, fissato per mercoledì. Intanto due episodi hanno scosso la sanità ionica. Sette medici sono indagati per la morte di una donna ricoverata al SS. Annunziata. Ieri l´autopsia dopo la denuncia dei familiari. Un paziente, invece, ha picchiato i sanitari che lo avevano medicato al Moscati. L´uomo ha colpito due medici, tre infermieri ed un vigilante. Poi si è scagliato contro i poliziotti che lo hanno arrestato. Ora è piantonato.

Ospedale, la sinistra tranese scrive al presidente Vendola

«Con profonda amarezza constatiamo la chiusura di 40 posti letto»

Pubblichiamo un telegramma inviato dal Centrosinistra di Trani al Presidente Vendola ed all’Ass.re Alberto Tedesco circa i tagli all’ospedale di Trani:

«Con profonda amarezza constatiamo che, con assoluta insensibilità, tecnico politica, la stessa che ha contraddistinto due anni di amministrazione di centrosinistra della BAT, oggi, a fronte delle promesse aperture di nuovi reparti, assistiamo alla chiusura di 40 posti letto nell’ospedale di Trani, dovuta esclusivamente ad incapacità amministrativa o peggio a cinica volontà di chiusura, da parte della direzione generale della BAT 1. Ci attendiamo dai livelli politici regionali un pronto intervento, con atti amministrativi concreti.»

Le segreterie politiche de La Margherita, Democratici di Sinistra, I Socialisti Uniti, Primavera in Movimento.

 

Sanità: via al piano entro l’estate, protestano i precari. A Bari centro per i barboni

BARI — «Prima dell’estate si potrebbe dare il via libera definitivo al Piano della Salute». L’assessore alla Sanità Alberto Tedesco è ottimista dopo aver concluso la tre giorni riservata all’audizione di tutti i direttori generali delle Asl (con il governatore Nichi Vendola e l’assessore Francesco Saponaro ieri ha ascoltato i manager delle Asl di Foggia, Lecce, Brindisi e degli Ospedali riuniti). Il Piano della salute affida ai direttori generali la distribuzione dei posti letto, reparto per reparto. «Le valutazioni che abbiamo ascoltato – riferisce Tedesco – sono ottimistiche al riguardo. A Foggia, Lecce e Brindisi i direttori hanno cominciato a confrontarsi con gli operatori sanitari sulle prime ipotesi di riorganizzazione ospedaliera ». Restano le criticità: la carenza di apparecchiature a Brindisi, o la carenza di personale a Lecce. Ma il tema è comune a tutta la Puglia: ieri a Bari hanno protestato i precari che da tempo attendono la stabilizzazione. Gli Ospedali riuniti di Foggia, da parte loro, hanno avviato il lavoro di «semplificazione e accorpamento dei doppioni». Tutti i manager hanno assicurato di stare lavorando al contenimento della spesa. Tema sul quale è impegnata anche la struttura tecnica allestita al riguardo dall’assessore Saponaro. Il quale, nei prossimi giorni, potrebbe visitare le Asl e singolarmente prendere visione dei problemi di carattere finanziario.
Ieri pomeriggio, dopo l’audizione dei manager Asl, si è riunita la giunta. Riunione ordinaria, la discussione politica e l’analisi del voto è stata rinviata ad un’altra occasione. Tra i provvedimenti approvati spicca lo schema di protocollo di intesa con il Comune di Bari per realizzare un centro di pronta accoglienza notturna per «i senza dimora in povertà estrema ». Previsti tra i 40 e i 48 posti letto. L’esecutivo ha approvato anche lo schema dell’accordo di programma da stipulare con la Ferrotranviaria spa Ferrovie nord barese. L’accordo punta a rinnovare e potenziare il parco rotabile ferroviario. La società si impegna ad acquistare due elettrotreni nuovi da quattro vagoni, e a cofinanziarne per il 30% altri due. Il restante 70% è a carico della Regione, che acquisterà anche sei rimorchi per altrettanti elettrotreni.
F. Str.

Sanità: via al piano entro l’estate, protestano i precari. A Bari centro per i barboni

BARI — «Prima dell’estate si potrebbe dare il via libera definitivo al Piano della Salute». L’assessore alla Sanità Alberto Tedesco è ottimista dopo aver concluso la tre giorni riservata all’audizione di tutti i direttori generali delle Asl (con il governatore Nichi Vendola e l’assessore Francesco Saponaro ieri ha ascoltato i manager delle Asl di Foggia, Lecce, Brindisi e degli Ospedali riuniti). Il Piano della salute affida ai direttori generali la distribuzione dei posti letto, reparto per reparto. «Le valutazioni che abbiamo ascoltato – riferisce Tedesco – sono ottimistiche al riguardo. A Foggia, Lecce e Brindisi i direttori hanno cominciato a confrontarsi con gli operatori sanitari sulle prime ipotesi di riorganizzazione ospedaliera ». Restano le criticità: la carenza di apparecchiature a Brindisi, o la carenza di personale a Lecce. Ma il tema è comune a tutta la Puglia: ieri a Bari hanno protestato i precari che da tempo attendono la stabilizzazione. Gli Ospedali riuniti di Foggia, da parte loro, hanno avviato il lavoro di «semplificazione e accorpamento dei doppioni». Tutti i manager hanno assicurato di stare lavorando al contenimento della spesa. Tema sul quale è impegnata anche la struttura tecnica allestita al riguardo dall’assessore Saponaro. Il quale, nei prossimi giorni, potrebbe visitare le Asl e singolarmente prendere visione dei problemi di carattere finanziario.
Ieri pomeriggio, dopo l’audizione dei manager Asl, si è riunita la giunta. Riunione ordinaria, la discussione politica e l’analisi del voto è stata rinviata ad un’altra occasione. Tra i provvedimenti approvati spicca lo schema di protocollo di intesa con il Comune di Bari per realizzare un centro di pronta accoglienza notturna per «i senza dimora in povertà estrema ». Previsti tra i 40 e i 48 posti letto. L’esecutivo ha approvato anche lo schema dell’accordo di programma da stipulare con la Ferrotranviaria spa Ferrovie nord barese. L’accordo punta a rinnovare e potenziare il parco rotabile ferroviario. La società si impegna ad acquistare due elettrotreni nuovi da quattro vagoni, e a cofinanziarne per il 30% altri due. Il restante 70% è a carico della Regione, che acquisterà anche sei rimorchi per altrettanti elettrotreni.
F. Str.

Minacciano di non garantire il servizio « Siamo troppo pochi » Medici di guardia sul piede di guerra 

FOGGIA – Secondo la legge dovrebbero essere 32 per ogni turno e, invece, ne sono soltanto 4 e da oggi non hanno neanche più l’autista per il mezzo di servizio. E’ la situazione della Guardia Medica di Foggia i cui medici hanno anche intentato un’azione legale con l’Asl anche per tutelarsi da eventuali danni arrecati alla popolazione per l’inefficienza del servizio.
« E’ dal lontano 2000 ci racconta la dottoressa Anna Marasco, la rappresentante del presidio che si trova all’ospedale D’Avanzo di Foggia che i medici di guardia della sede di Foggia lottano per migliorare la situazione del servizio attraverso continue richieste alle istituzioni che come risposta ci tolgono anche l’unico autista del mezzo di servizio » .
L’organico della Guardia Medica di Foggia è fermo al 1981, anno in cui fu istituito il servizio: i turni vengono effettuati da soli quattro medici durante la notte e i festivi per una popolazion e d i c i r c a 160mila abitanti senza contare evidenzia la dottoressa Marasco dei non residenti e di quelli che vivono in borgate distanti fra loro diversi chilometri. In un mese i medici del presidio effettuato dalle 700 alle 800 visite domiciliari: ciò significa che in media due medici sono fuori per le visite ai pazienti. Un problema aggravato dalla mancanza dell’autista del mezzo di servizio, soppresso dalla Asl per penuria di fondi. Anche per questo motivo i medici, falliti i tentativi per risolvere i problemi del presidio, hanno avviato un’azione legale contro la Asl « per ha chiarito la rappresentante della Guardia Medica riscattarci da tutti i soprusi subiti in questi anni e per tutelarci da eventuali danni arrecati, nostro malgrado, alla popolazione per l’inefficienza del servizio » . Luca Pernice Avviata un’azione legale con l’Asl per tutelarsi da danni arrecati all’utenza per l’inefficienza del servizio

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