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Nichi Vendola salvato dalla sua giunta: tre punti in più sul 2006
Consenso per le politiche giovanili, va male la sanità Ma il 70% di chi lo ha votato lo farebbe ancora
BARI – Chi ha avuto fiducia nel presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a quasi due anni dall’inizio del suo mandato non sembra essersi pentito ( il 70% infatti lo rivoterebbe), ma il suo carisma appare un po’ appannato. Almeno questa è la fotografia che vien fuori dal sondaggio commissionato dal Corriere del Mezzogiorno alla Swg sullo stato di salute del governo regionale. In fatto di popolarità, il governatore risulta addirittura due punti sotto il sindaco di Bari, Michele Emiliano ( 27 contro 25 in merito al gradimento dell’attività amministrativa svolta). E la riconferma del 70% dei suoi elettori seppure positiva, non è esaltante, soprattutto se si tiene conto del fatto che Vendola ha vinto di misura con il candidato del centrodestra Fitto, con appena 14mila voti di scarto. Quindi, se si tornasse a votare domattina, rischierebbe di non essere riconfermato. Certo, il risultato del sondaggio non può non mettersi in relazione con i riflessi della situazione nazionale dell’Unione, e con la progressiva perdita di consensi e di gradimento dovuta alle divisioni interne, culminate nella caduta del Governo Prodi. Una tendenza che in Puglia si era già fatta sentire precocemente alle Politiche, dopo poco più di un anno che i pugliesi avevano puntato sul « poeta comunista » , tanto vero che la Puglia scelse il centrodestra, in linea con la Lombardia e il Triveneto. Tornando al sondaggio, i cittadini oltre ad esprimere il proprio gradimento sull’operato della giunta regionale, hanno anche individuato alcuni capitoli dell’azione amministrativa ritenuti deboli: sanità, Acquedotto e smaltimento dei rifiuti. Indicazione ritenuta utile da Swg, perchè proprio sulla soluzione di questi problemi potrebbe, forse, consumarsi la futura sfida di governo. LA GIUNTA E’ alle Politiche giovanili e, quindi, all’assessore Guglielmo Minervini ( Margherita), ma anche all’assessore Mimmo Lomelo ( Verdi) che va la palma d’oro dei pugliesi sia per i provvedimenti legati a « Bollenti spiriti » , che ai pensionati studenteschi. Un merito riconosciuto anche dagli elettori di centrodestra e una spina nel fianco di quanti, fra i Dl, chiedono la rimozione di Minervini. E’ invece il problema della casa e del mercato immobiliare il punto che preoccupa maggiormente i pugliesi. Al terzo posto c’è la sanità con l’assessore Alberto Tedesco ( Socialisti autonomisti).
Mentre l’assessore Mario Loizzo ( Ds) coglie un risultato positivo in materia di trasporti pubblici locali, ma deve percorrere ancora parecchi chilometri prima di entrare completamente nelle grazie degli elettori di centrosinistra sulla soluzione dei nodi ferroviari. Bassissimo, invece, il gradimento sulle politiche dell’acqua sia da parte degli elettori di centrosinistra che di centrodestra. Peggio vanno solo l’edilizia, lo sviluppo urbano e la manutenzione degli spazi verdi. IL GRADIMENTO DELLA GIUNTA Dal 2006 al 2007 cresce di tre punti il gradimento del lavoro svolto dalla giunta regionale. Contenti il 60% degli elettori del centrosinistra, per niente contenti come era prevedibile il 60% gli elettori del centrodestra. Il dato più interessante è quello dei non collocati la fascia di indecisi che sempre più spesso determina il risultato elettorale di questi, si dichiarano soddisfatti dell’operato dell’amministrazione solo il 34%. LA FIDUCIA NEL PRESIDENTE – L’appeal del presidente della Regione sembra essersi un po’ appannato agli occhi dei suoi elettori: dal 2006 al 2007 è calato di 4 punti ( era 51 ora è 47), anche se il 70% dei suoi elettori sarebbe pronto a rivotarlo. Naturalmente, secondo i sondaggisti, le lievi oscillazioni risentono della situazione nazionale. Analizzando nel dettaglio il dato, si vede che il 70% degli elettori del centrosinistra ha ancora fiducia in Vendola, e ancora una volta gli indecisi sono spaccati in due ( 38 contro 33). Mentre gli elettori del centrodestra confermano la propria scelta. Quanto al voto, il 70% di chi lo ha scelto tornerebbe a mettere una croce sul comunista che portò sorprendentemente l’Unione alla vittoria in una terra considerata da sempre a destra. Ma questa volta il 70% rischierebbe di non essergli sufficiente.
Governare, si sa, logora i consensi: da una parte lo scivolone su Aqp, l’abbandono di Petrella e l’indignazione delle fasce no global, tradizionale elettorato di Rifondazione, contrapposte all’efficientismo preteso dai riformisti. Dall’altra la sanità che non decolla e crea attrito e divisione nei partiti, specie in vista del posizionamento nei congressi di Ds e Margherita. Senza contare gli attriti istituzionali nel settore dello smaltimento dei rifiuti e le corrosive battaglie in materia di ambiente contro il Governo centrale e con gli stessi imprenditori. Vendola nell’ultima intervista in tv e più ancora in quella al Corriere della Sera ha voluto offrire di sè un’immagine governativa, anni luce lontana dalla vecchia politica priotestataria. In questa luce, allora, il sondaggio può essere un buon canovaccio per correggersi in corsa e intercettare i malumori dei pugliesi. Lorena Saracino
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