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Malasanità Puglia Febbraio 20, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, interventi sanitari, malasanità.
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La primavera pugliese è stata una vera illusione, che ora genera disillusione, scontento, e in taluni casi rabbia. I disastri della Giunta Vendola non risparmiano neanche la Provincia di Taranto. Al centro della polemica, sempre la questione sanitaria.  Secondo un sondaggio effettuato dai giornali locali, i tarantini sono del tutto insoddisfatti dell’Azienda Sanitaria locale TA/1, soprattutto per le liste d’attesa. Dall’agoaspirato ai noduli tiroidei fino ai più banali controlli alla vista, sono numerose le  segnalazioni che denunciano l’intasamento e la chiusura totale delle liste d’attesa in alcuni settori di visite specialistiche. Una situazione drammatica che colpisce in maniera tangibile soprattutto coloro che, per vari motivi, non possono rivolgersi a strutture private. Una disorganicità che dipende per larga parte dalla scarsa professionalità e sensibilità delle persone chiamte dal Presidente Vendola ad occuparsi del servizio sanitario regionale. La Giunta ha messo in cantiere tanti progetti, ma la praticità di queste realizzazioni si è rivelata deludente a causa del lassismo di un’amministrazione sempre meno motivata nel sostenere i cittadini.  Sbagliare è umano, perseverare è diabolico! Oggi Taranto torna al centro delle polemiche. Eppure non è passato tanto dalle morti di Castellaneta e da quando al direttore generale dell’Asl, Marco Urago, di area Ds, venne revocato il mandato dal Presidente regionale Nichi Vendola; la stessa persona che gli aveva affidato l’incarico. Non da meno lo scandalo del conflitto di interessi, su cui la Giunta Vendola ha sempre stentato nel dare risposte. Perché l’Assessore Tedesco, che in quanto a conflitti d’interessi sanitari è un campione, non risponde a questi interrogativi, invece di pensare alle varie ed inutili costituenti socialiste? Il servizio sanitario è tra le priorità che una pubblica amministrazione deve garantire. In Puglia non si parla solo di inefficenza, ma addirittura di abbandono. Se non si è in grado di frenare questi fattori che stanno logorando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma anche il benessere di ognuno di noi, allora meglio gettare la spugna. La sanità pugliese è allo sfascio perché mancano capacità manageriali per gestirla, ma soprattutto perché i governanti locali non dispongono delle sensibilità  per cogliere bisogni  e problematiche sociali. Taranto è solo la punta dell’iceberg. La vera catastrofe è una giunta rossa che ha tinto di rosso anche i conti sanitari.

Salviamo il Miulli Febbraio 18, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, inefficienze sanitarie, malasanità.
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   Mi associo con solidarietà alla protesta che la CGIL Funzione Pubblica porta avanti nei confronti del Presidente Vendola in merito lo stato di disagio in cui versano gli operatori dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Oramai, le proteste contro la Presidenza della Regione stanno coinvolgendo chiunque. Segnale che la sinistra non solo malgoverna, ma perde consensi anche tra i loro fedeli supporters. E’ già passato un anno dallo scoppio della protesta al Miulli, e ad oggi, a causa dell’immobilismo della Giunta Vendola, non si nota alcun segnale di distensione o miglioramento. Pian piano, tutte le strutture sanitarie pugliesi, chi per un problema, chi per altro, sono sempre più esposte a critiche e inattività.  E’ ora di gridare allo scandalo. Lo scandalo di degrado della sanità vendoliana, forte dei suoi doppipesismi, comportamenti omissivi, e – dulcis in fundo –favoritismi. La Puglia è totalmente scontenta Tutti, senza nessuna distinzione dai pazienti, ai medici agli operatori di ogni classe settore e livello! E questa l’uguaglianza di trattamento che Vendola assicurava ai pugliesi durante la sua demagogica campagna elettorale? Un livellamento della Puglia…, ma verso il basso.

  

La situazione di Trani Febbraio 14, 2008

Posted by gcarlucci in Interventi On.Carlucci, Puglia, Trani, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, malasanità.
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COMUNICATO STAMPARoma, mercoledì 13 febbraio 2008Dichiarazione dell’On. Gabriella Carlucci (FI)  OSPEDALE DI TRANI: CARDIOLOGIA IN PROFONDA CRISI Pochi giorni fa, abbiamo ricevuto una lettera del Sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, indirizzata  al Direttore Generale della BAT Dott. Rocco Canosa, in cui si denunciava l’ennesimo esempio di cattiva gestione della sanità regionale da parte della Giunta Vendola. Come denuncia lo stesso Sindaco, dalla fine dello scorso gennaio, l’ospedale tranese ha subito la mancata sostituzione di uno dei cardiologi dell’ospedale (trasferitosi a Barletta), la cui pianta organica, di per sè abbastanza risicata, mette ulteriormente in pericolo la funzionalità e la sopravvivenza stessa del reparto. Mi associo al grido di alalrme della città, pur essendo conscia che la Giunta Vendola ed il Direttore Generale della ASL resteranno sordi di fronte d ogni richiesta di motivazione e riparazione. D’altronde cosa ci si può aspettare da un Presidente che in meno di tre anni è riuscito nell’unica impresa di portare al collasso il bilancio della sanità con migliaia di euro di debiti? Cosa ci si può aspettare da chi per cercare di ripianare il deficit della sanità aumenta tutte le tasse possibili ed immaginabili invece di farsi assegnare dei fondi previsti dal Governo Prodi (per fortuna defunto) della sua stessa parte politica? Ci si può aspettare solo il peggio ed è quello che sta emergendo. Oppure un miracolo…LE DIMISSIONI!!!!!!! Di seguito è riportata la lettera inviata dal Sindaco Tarantini al Direttore Genarale«E’ notizia di questi giorni l’avvenuta mancata sostituzione di uno dei cardiologi dell’ospedale di Trani trasferito a Barletta.
La mancanza di uno dei cardiologi su una pianta organica di per sè abbastanza risicata, mette in pericolo la funzionalità e la sopravvivenza stessa del reparto di cardiologia, peraltro di 5 posti letto di degenza.
La invito pertanto a voler con sollecitudine provvedere al ripristino della situazione quo ante.»

L’ospedale di Bisceglie Febbraio 8, 2008

Posted by gcarlucci in Bari, Interventi On.Carlucci, Taranto, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, interventi sanitari, malasanità.
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Anche l’on. Carlucci si interessa dell’ospedale di Bisceglie

Un comunicato della parlamentare di Forza Italia riproduce in larga parte l’articolo proveniente dalla segreteria di Sergio Silvestris.

di Mario Lamanuzzi

Nel mattutino giro di routine per la rete che fa la redazione in cerca di qualcosa che parli di Bisceglie, è stato intercettato un intervento dell’on. Gabriella Carlucci di Forza Italia sull’ospedale di Bisceglie pubblicato su un portale di informazione di Trani. Alla soddisfazione di constatare l’interessamento di un altro parlamentare verso i gravi problemi del nosocomio biscegliese, è subentrato lo sconcerto per aver capito che il comunicato dell’on. Carlucci è stato copiato in larga parte dall’articolo pubblicato su Bisceglielive qualche giorno fa e che parlava della visita all’ospedale del consigliere regionale Silvestris, dell’on. Amoruso e del direttore generale della Asl Bat Rocco Canosa. Va precisato che l’articolo di Bisceglielive arriva dalla segreteria di Sergio Silvestris e siccome rappresenta la cronaca di quella giornata, non era stato ritenuto necessario indicare la provenienza della fonte, così come avviene per i comunicati stampa che sono pubblicati con la classica formula “riceviamo e volentieri pubblichiamo” o con l’asterisco che rimanda ai ringraziamenti all’ufficio stampa di turno.
Quindi la Carlucci non avrebbe copiato da Bisceglielive ma dalla segreteria di Sergio Silvestris. “Sgamare” un parlamentare può essere divertente, ma anche preoccupante se si immagina che l’operazione di copiatura può essere avvenuta per mano di zelanti uffici stampa, staffs, collaboratori, referenti, “stattavvertendi” e via servendo, a cui il politico affida il compito di interpretare il proprio pensiero e di formulare una dichiarazione su tutto lo scibile umano in modo da guadagnare la massima visibilità sugli organi di stampa.Una giustificazione per la deputata ex show girl potrebbe essere rappresentata dalle virgolette sparse per il testo che forse dovrebbero lasciar intendere la citazione da altre pubblicazioni che però non sono state espressamente indicate.
Vi proponiamo i due testi che in molti punti sono praticamente identici. Ci rendiamo conto che non è la notizia del secolo, ma è un buon esempio di come alcuni politici si interessano in prima persona dei problemi dei cittadini. E se non possono farlo in prima persona, prendono in prestito da qualche altra persona.

Il comunicato dell’on. Carlucci. (dal sito www.tranionline.it)
Ospedale di Bisceglie: «Roba da matti».
«L’ospedale di Bisceglie sta vivendo un periodo di enorme difficoltà sanitaria. Pochi giorni fa abbiamo lanciato l’allarme per la Tac vecchia proveniente dall’ospedale di Venosa (per inciso è di pochi giorni fa la notizia che dopo pochi giorni dalla sua installazione è andata in avaria per un corto circuito interno) ora ci preoccupa “l’immobilismo relativo agli otto posti letto dell’Utic non ancora attivati. Le promesse fatte dall’assessore alla Sanità Tedesco di assunzione celere dei cardiologi si è rivelata vana ed invece si tratta di una priorità. I cardiologi, infatti, servono per rendere attivi l’Utic e la cardiologia. Il reparto è finito, aspetta solo di essere aperto ma siccome i cardiologi non sono ancora stati assunti, macchinari che sono costati migliaia di euro restano inutilizzati”.
Basta poi ricordare come, nel 2003, fossero stati stanziati 3 milioni di euro da parte della precedente Amministrazione regionale, per una riqualificazione e rifunzionalizzazione generale del presidio, ma, al momento, i lavori sono stati eseguiti esclusivamente per una piccola parte.
È necessario con la massima urgenza che la Direzione generale sostituisca la Tac con un apparecchio nuovo e che siano eseguiti i lavori di ampliamento nelle sale operatorie.
A più di due anni e mezzo dall’insediamento della nuova Giunta regionale vogliamo capire se la Sanità migliore sia quella delle promesse non mantenute e dei ritardi.»
On. Gabriella Carlucci (FI)

Interventi Vendola Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Foggia, Puglia, malasanità.
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RICHIESTA AL GOVERNO Fondi per la sanità, Vendola vuole nuovi criteri 

BARI – Nichi Vendola intende chiedere al governo centrale la modifica dei criteri con cui il Fondo sanitario nazionale viene ripartito tra le Regioni. L’annuncio, quasi un inciso, è arrivato nel corso della riunione con cui i consiglieri e i segretari di centrosinistra hanno dato il via libera al nuovo Piano regionale della salute. Il governatore, concludendo il vertice dopo diverse ore di dibattito, ha richiamato un recente studio dell’Istat sul rapporto tra contesto socio economico e diffusione delle malattie. La morbilità, ha spiegato, cresce dove sono più cattive le condizioni economiche. Come dire, che più si è poveri più è alto il rischio di ammalarsi. L’attuale sistema di riparto del Fondo sanitario, invece, non tiene conto dei fattori economici.
Bensì del dato sull’invecchiamento: più anziani sono concentrati in una Regione, più aumentano i trasferimenti finanziari. Ma, ha rilevato lo studio Istat citato da Vendola, gli anziani più « poveri » si ammalano di più. Dunque, il fattore economico è centrale. Vendola vuole portare la questione nella Conferenza Stato Regioni. « Lo studio Istat ha detto ci consentirà di rivendicare la modifica dei criteri » . Spiega l’assessore alla Salute Alberto Tedesco: « In virtù del principio della quota ” pesata”, cioè influenzata dal criterio della popolazione anziana, alla Puglia spettano circa 1.200 euro a cittadino residente » . La nostra regione è al terz’ultimo posto. Alla Liguria, che è prima, vengono assegnati più di 1.700 a residente. La quota « pesata » , protesta spesso il centrodestra, fu introdotta dal primo governo Prodi, nel 1996. « È vero dice Tedesco ma ciò non significa che non si debba chie derne la modifica. Porremo il problema e se non saremo soddisfatti, quest’anno potremmo non dare il nostro assenso in conferenza Stato Regioni » .
Al vertice hanno partecipato tutti i partiti.
Assente solo il Pdci, dopo la decisione di non partecipare più a riunioni di maggioranza.
C’erano, invece, gli altri due partiti critici con la giunta: Italia dei Valori e Psdi. A nome dell’Ulivo, il portavoce Michele Pelillo ha sollecitato « un provvedimento cornice » . Che, invece di programmare a livello centrale la distribuzione dei posti letto, contenga da un lato sei piani provinciali sull’organizzazione sanitaria e dall’altro includa il programma di edilizia sanitaria con le « priorità di intervento » . In pratica, una richiesta di maggiore decentramento nelle scelte. Sollecitati, inoltre, nuovi modelli organizzati, innovazione tecnologica e il potenziamento della medicina territoriale. Rifondazione ha chiesto rigore nel controllo della spesa. L’Italia dei valori non vuole escludere a priori la reintroduzione dei ticket e sollecita attenzione alle cure pediatriche. A tutti ha risposto Tedesco. Già nell’attuale formulazione, ha spiegato riferendosi all’Ulivo, il Piano rinvia alle decisioni delle Asl per le scelte definitive « nei servizi ospedalieri e territoriali » .
Condivisa la necessità di modelli organizzativi fondati sull’innovazione e la tecnologia.
Quanto all’edilizia sanitaria, « il Piano indicherà il programma complessivo; poi saranno gli interventi operativi, individuati dalla giunta in un processo di concertazione, a dare corso a quanto previsto nel Piano » . F. Str.

SANITA’: VENDOLA A FOGGIA,MOLTO DA GUARIRE IN SANITA’ PUGLIA

(ANSA) – FOGGIA, 20 APR – ‘C’e’ molto da guarire nella sanita’ pugliese, soprattutto da procedere speditamente alla ricostruzione di tutti i presidi territoriali della salute’. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Il presidente della Regione Puglia, intervenendo a Foggia alla cerimonia per i dieci anni di vita dell’azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti. nell’ambito della cerimonia e’ stata anche posta la prima pietra del nuovo blocco e del corpo H del’ospedale.
‘La Sanita’ – ha continuato Vendola – non si produce negli ospedali. Negli ospedali si curano le malattie, ma le malattie bisogna prevenirle e bisogna anche deflazionare la presenza dei cittadini negli ospedali attraverso la costruzione di reti di poliambulatori, di reti di consultori, attraverso l’educazione alimentare, stradale’. ‘La salute – ha detto ancora – e’ anzitutto cultura della prevenzione e poi e’ la continuita’ tra rete ospedaliera e territorio ed e’ anche per tante fasce di patologie specifiche, la possibilita’ dell’assistenza domiciliare’. ‘Su questa strada – ha concluso – stiamo finendo di costruire, con una concertazione molto larga il piano della salute’.(ANSA).

SANITA’: VENDOLA, PRECARIATO REGALO SPECIALE CENTRODESTRA

(ANSA) – FOGGIA, 20 APR – ‘Ci sono precari del 118, del mondo dell’ausiliariato, ci sono i precari medici, precari sulle ambulanze. Il precariato e’ il piu’ grande regalo che il centro destra ha fatto all’Italia ed e’ un regalo speciale che ha fatto alla Puglia’. Lo ha detto a Foggia il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
‘Abbiamo in Puglia 20.000 persone in meno a lavorare nella sanita’ – ha proseguito – siamo grandi come l’Emilia Romagna che ha 56.000 operatori nella sanita’, mentre la Puglia ne ha soltanto 36.000′. ‘Il precariato – ha aggiunto – e’ stata una umiliazione per i lavoratori e ha rappresentato un costo superiore per le casse della sanita’. Noi abbiamo istituito un tavolo per monitorare e conoscere, perche’ c’e’ una giungla di tipologia di precarieta’ e abbiamo cominciato percorsi di stabilizzazione’. ‘Nei concorsi che entro maggio saranno espletati in tutte le Asl – ha concluso – ci sara’ una quota di riserva del 50% che riguardera’ la platea storica dei precari. Non abbiamo le forze per risolvere tutti i problemi, ma abbiamo avviato un processo nel quale l’orizzonte e’ il diritto al lavoro stabile’.(ANSA).

SANITA’: PUGLIA;VENDOLA, BUONI RISULTATI DA ACCORPAMENTO ASL

ANSA) – FOGGIA, 20 APR – ‘Credo che l’accorpamento stia dando risultati in termini di razionalizzazione del sistema, a Foggia come in tutta la Puglia’. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in relazione all’accorpamento delle asl. Con tale decisione – ha aggiunto – c’e’ ‘la possibilita’ per il decisore politico di avere un maggiore controllo sulla spesa sanitaria e poter far vincere meglio una linea di programmazione e di omogeneizzazione delle risposte’. (ANSA

Nichi Vendola salvato dalla sua giunta: tre punti in più sul 2006 

Nichi Vendola salvato dalla sua giunta: tre punti in più sul 2006 
Consenso per le politiche giovanili, va male la sanità Ma il 70% di chi lo ha votato lo farebbe ancora

BARI – Chi ha avuto fiducia nel presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a quasi due anni dall’inizio del suo mandato non sembra essersi pentito ( il 70% infatti lo rivoterebbe), ma il suo carisma appare un po’ appannato. Almeno questa è la fotografia che vien fuori dal sondaggio commissionato dal Corriere del Mezzogiorno alla Swg sullo stato di salute del governo regionale. In fatto di popolarità, il governatore risulta addirittura due punti sotto il sindaco di Bari, Michele Emiliano ( 27 contro 25 in merito al gradimento dell’attività amministrativa svolta). E la riconferma del 70% dei suoi elettori seppure positiva, non è esaltante, soprattutto se si tiene conto del fatto che Vendola ha vinto di misura con il candidato del centrodestra Fitto, con appena 14mila voti di scarto. Quindi, se si tornasse a votare domattina, rischierebbe di non essere riconfermato. Certo, il risultato del sondaggio non può non mettersi in relazione con i riflessi della situazione nazionale dell’Unione, e con la progressiva perdita di consensi e di gradimento dovuta alle divisioni interne, culminate nella caduta del Governo Prodi. Una tendenza che in Puglia si era già fatta sentire precocemente alle Politiche, dopo poco più di un anno che i pugliesi avevano puntato sul « poeta comunista » , tanto vero che la Puglia scelse il centrodestra, in linea con la Lombardia e il Triveneto. Tornando al sondaggio, i cittadini oltre ad esprimere il proprio gradimento sull’operato della giunta regionale, hanno anche individuato alcuni capitoli dell’azione amministrativa ritenuti deboli: sanità, Acquedotto e smaltimento dei rifiuti. Indicazione ritenuta utile da Swg, perchè proprio sulla soluzione di questi problemi potrebbe, forse, consumarsi la futura sfida di governo. LA GIUNTA E’ alle Politiche giovanili e, quindi, all’assessore Guglielmo Minervini ( Margherita), ma anche all’assessore Mimmo Lomelo ( Verdi) che va la palma d’oro dei pugliesi sia per i provvedimenti legati a « Bollenti spiriti » , che ai pensionati studenteschi. Un merito riconosciuto anche dagli elettori di centrodestra e una spina nel fianco di quanti, fra i Dl, chiedono la rimozione di Minervini. E’ invece il problema della casa e del mercato immobiliare il punto che preoccupa maggiormente i pugliesi. Al terzo posto c’è la sanità con l’assessore Alberto Tedesco ( Socialisti autonomisti).
Mentre l’assessore Mario Loizzo ( Ds) coglie un risultato positivo in materia di trasporti pubblici locali, ma deve percorrere ancora parecchi chilometri prima di entrare completamente nelle grazie degli elettori di centrosinistra sulla soluzione dei nodi ferroviari. Bassissimo, invece, il gradimento sulle politiche dell’acqua sia da parte degli elettori di centrosinistra che di centrodestra. Peggio vanno solo l’edilizia, lo sviluppo urbano e la manutenzione degli spazi verdi. IL GRADIMENTO DELLA GIUNTA Dal 2006 al 2007 cresce di tre punti il gradimento del lavoro svolto dalla giunta regionale. Contenti il 60% degli elettori del centrosinistra, per niente contenti come era prevedibile il 60% gli elettori del centrodestra. Il dato più interessante è quello dei non collocati la fascia di indecisi che sempre più spesso determina il risultato elettorale di questi, si dichiarano soddisfatti dell’operato dell’amministrazione solo il 34%. LA FIDUCIA NEL PRESIDENTE – L’appeal del presidente della Regione sembra essersi un po’ appannato agli occhi dei suoi elettori: dal 2006 al 2007 è calato di 4 punti ( era 51 ora è 47), anche se il 70% dei suoi elettori sarebbe pronto a rivotarlo. Naturalmente, secondo i sondaggisti, le lievi oscillazioni risentono della situazione nazionale. Analizzando nel dettaglio il dato, si vede che il 70% degli elettori del centrosinistra ha ancora fiducia in Vendola, e ancora una volta gli indecisi sono spaccati in due ( 38 contro 33). Mentre gli elettori del centrodestra confermano la propria scelta. Quanto al voto, il 70% di chi lo ha scelto tornerebbe a mettere una croce sul comunista che portò sorprendentemente l’Unione alla vittoria in una terra considerata da sempre a destra. Ma questa volta il 70% rischierebbe di non essergli sufficiente.
Governare, si sa, logora i consensi: da una parte lo scivolone su Aqp, l’abbandono di Petrella e l’indignazione delle fasce no global, tradizionale elettorato di Rifondazione, contrapposte all’efficientismo preteso dai riformisti. Dall’altra la sanità che non decolla e crea attrito e divisione nei partiti, specie in vista del posizionamento nei congressi di Ds e Margherita. Senza contare gli attriti istituzionali nel settore dello smaltimento dei rifiuti e le corrosive battaglie in materia di ambiente contro il Governo centrale e con gli stessi imprenditori. Vendola nell’ultima intervista in tv e più ancora in quella al Corriere della Sera ha voluto offrire di sè un’immagine governativa, anni luce lontana dalla vecchia politica priotestataria. In questa luce, allora, il sondaggio può essere un buon canovaccio per correggersi in corsa e intercettare i malumori dei pugliesi. Lorena Saracino

Ospedale Trani:manca il personale Febbraio 6, 2008

Posted by gcarlucci in Puglia, Trani, disagi e inefficienze in corsia, inefficienze sanitarie, malasanità, medici e politici in protesta.
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Corriere del Mezzogiorno – BARI -
sezione: BAT – data: 2007-06-06 num: – pag: 7
categoria: REDAZIONALE

Ospedale di Trani, manca il personale Destra e sinistra attaccano la Regione

Cioce ( Psdi) e Laurora ( Fi) protestano. Tedesco: « Assunzioni entro giugno »

TRANI — E’ di nuovo allarme a Trani sulla questione dell’ospedale San Nicola Pellegrino: quest’estate per mancanza di personale la direzione ridurrà presto una cinquantina di posti letto tra i vari reparti, mentre la Ginecologia Ostetricia promessa dal governo Vendola tarda ad essere ripristinata e l’Ematologia sarà ridotta a servizio ambulatoriale. La protesta è decisamente bipartisan e il dito è naturalmente puntato contro il governo regionale guidato da Nichi Vendola, che però attraverso l’assessore alla Sanità rassicura i tranesi su una cosa: « Entro ottobre si tornerà a nascere a Trani » . LE RICHIESTE Dopo il primo cittadino di Trani, Giuseppe Tarantini, che ha chiesto una revisione delle regole espresse dalla delibera regionale in materia di attivazioni e disattivazioni di reparti, adesso sono i consiglieri regionali del territorio ad intervenire. Ai vertici regionali, ciascuno con una propria interrogazione, si sono rivolti sia Carlo Laurora ( Forza Italia) che Beppe Cioce ( Psdi). « Questo governo regionale dice Laurora non ha dato seguito al processo di rimodu lazione del piano di riordino ospedaliero, non ha ancora provveduto alla riapertura del reparto di Ginecologia, ci ha scippato Ematologia. E, adesso, per completare l’opera, assiste passivamente alla polverizzazione del nostro ospedale nonostante vi sia una delibera, la numero 292 di giunta regionale, che avrebbe dovuto prevedere la riapertura e il potenziamento dei reparti anche a Trani. La situazione rimarca il consigliere di opposizione del nostro stabilimento è gravissima. All’interno della struttura, così come in città, si percepisce un clima di smobilitazione e di preoccupante smarrimento del quale il governo Vendola deve ritenersi assolutamente responsabi le » . Cioce chiede di ripristinare nel più breve tempo possibile la piena funzionalità dei reparti.
« Trani è una città grande dice il consigliere regionale di maggioranza e d’estate raddoppia la sua popolazione. I servizi ospedalieri, quindi, devono aumentare e non diminuire in questo periodo cruciale dell’anno. E’ per questo conclude che ho già chiesto all’assessore Tedesco di intervenire per garantire la copertura del personale necessario a riattivare i posti letto soppressi » . Cioce insiste anche sulla riapertura del reparto di Ginecologia. IL PROGRAMMA L’assessore Tedesco assicura però che « quanto pre visto dalla delibera regionale sarà attuato. Occorre precisa soltanto vedere come e quando. Martedì prossimo incontrerò il direttore generale della Asl Bat, Maurizio Portaluri, per discutere anche di questo. Fermo restando che le assunzioni sono bloccate a causa della Finanziaria, stiamo valutando la proposta di pianta organica che ci è pervenuta dalla Asl della nuova provincia. E assunzioni ce ne saranno entro giugno. Per riattivare la Ginecologia, senza dimenticare che il reparto sarà unico per Trani e Bisceglie, valuteremo se effettuare assunzioni o se basteranno i trasferimenti dalle altre strutture ospedaliere » .
Tedesco assicura anche a Trani non sarà attuato alcuno smantellamento e tutto quello che è stato previsto dalla delibera regionale 292 del marzo scorso sarà attuata.
« L’Ematologia viene trasferita Barletta precisa dove andrà a far parte della nuova Oncologia, soltanto come unità operativa. A Trani rimarranno i servizi ambulatoriali e quindi tutte le prestazioni compatibili con le potenzialità di un ambulatorio » . Carmen Carbonara L’ingresso dell’ospedale San Nicola Pellegrino

I medici processano la sanità di Vendola « Riorganizzazione governata dal caos »

Documento sottoscritto da tutte le principali sigle sindacali dei camici bianchi Tedesco non replica, ma invoca « un patto di civiltà per ripristinare il confronto »

BARI — La prevenzione segna il passo. L’assistenza territoriale è inadeguata. La riorganizzazione ospedaliera « è governata dal caos » . Soprattutto manca il confronto della politica con la classe medica. I camici bianchi, con una lettera aperta al governatore Vendola, mettono sotto processo la politica sanitaria della giunta.
E invitano « ad una radicale revisione critica dei metodi e delle scelte » per arginare fenomeni di « spreco, inefficienza e malasanità » . I sindacati medici e veterinari firmano un documento di fuoco: pacato nei toni, aspro nella sostanza. Dalla giunta si leva la voce dell’assessore alla Salute Alberto Tedesco. Che ( formalmente) non replica ai medici, ma invoca « un patto di civiltà per ripristinare il confronto, del fare e del collaborare » .
Qualcuno all’interno della giunta regionale, si è chiesto del perché il documento arrivi a tre giorni dalle amministrative. Ma nessuno ha deciso di polemizzare, perché si è riconosciuta la fondatezza di alcune argomentazioni e il disagio della categoria. A firmare il documento sono tutte le principali sigle sindacali: Anaao, Cimo, Umsped, Ci vemp, Fed Cisl, Cgil Medici, Snabi, Fedmedici, Cumi Aiss.
Se si volesse individuare una matrice politica, non la si troverebbe: ci sono sigle vicine tanto al centrodestra quanto al centrosinistra.
La lettera non risparmia nessuno. « La classe politica del passato e dell’attuale governo dicono i medici non può ignorare le proprie responsabilità in tanti casi di cosiddetta ” malasanità” » . Concepire piani sanitari, riordini ospedalieri, assistenza territoriale senza le necessarie condizioni di sicurezza « può essere rischioso » . Ma ciò nonostante, c’è una cosa che « accomuna vecchi e nuovi governanti: nessuno ha mai coinvolto gli operatori sanitari » nelle decisioni.
Forse, perché « non abbiamo la dignità di assumere il ruolo di ” interlocutori”, o forse perché chiederemmo strutture efficienti » . Non è finita. Arrivano altre bacchettate bipartisan. « I sindacati medici prosegue la lettera apprezzaron o i l P i a n o s a n i t a r i o 2002 2004. Furono invece molto critici sul Riordino ospedaliero del governo Fitto, per gli squilibri e le contraddizioni che si determinarono in fase di attuazione. Così pure contestarono il blocco delle assunzioni » . Il resto è una rampogna a Vendola. Egli, si scrive nella lettera, « ha esordito con progetti accattivanti e di grande respiro » che sono stati travolti dalla « politica dei campanili e di deprecabili interessi particolari » . Segue la raffica di critiche: sulla prevenzione, l’assistenza territoriale, la ristrutturazione ospedaliera, i policlinici universitari « arroganti e autoreferenziali » , la mancanza di confronto.
La lettera arriva all’indomani del grave ferimento subito da un cardiochirurgo leccese e dell’aggressione alle sedi di un paio di guardie mediche. Il forzista Rocco Palese li addita come « frutto della totale assenza di governo e di controllo nella sanità » . Tedesco replica all’azzurro, senza mai nominarlo. Ma si rivolge anche ai medici quando parla di « un pericoloso clima instauratosi in Puglia: una spirale che abbiamo tutti il dovere di spezzare » . Un’occasione, dice l’assessore, sarà fornita dal « forte processo di riprogrammazione del servizio sanitario pugliese » . Che, rassicura i sanitari, coinvolgerà « operatori e cittadini nelle scelte di fondo » : ovvero sui servizi da programmare e sugli investimenti da eseguire. « Alzare il tono della polemica dice rivolto al centrodestra e strumentalizzare cinicamente anche gli episodi di aggressione determina l’aggravamento della situazione » . L’opposizione perde l’occasione « per un ruolo critico e costruttivo » . Mentre c’è bisogno di « di un patto di civiltà che ripristini le condizioni del confronto, del fare e del collaborare. Solo di ciò la Puglia ha bisogno » .
Raccoglie il grido di dolore dei camici bianchi anche il presidente della commissione Sanità, Dino Marino ( Ds): « Il confronto con i medici ci deve essere e ci sarà » . Ricorda la campagna di ascolto avviata dall’Ulivo e promette la consultazione di tutte le sigle.
Mentre Giammarco Surico, dall’opposizione, solidarizza con la lettera aperta dei medici, la maggioranza, sul tema della sanità, resta inquieta. Il ds Enzo Montanaro, per esempio, critica proprio la campa gna di ascolto celebrata da Marino ( « singolare per tempistica, modalità e intima sostanza » ) . C’è chi legge queste parole come il segnale del disagio di Montanaro dentro il suo gruppo; c’è chi invece le interpreta come l’insoddisfazione per non essere stato coinvolto nella provincia in cui è eletto: Brindisi. L’Italia dei Valori, per bocca del responsabile Sanità Giuseppe Caprioli, invoca la modifica di alcuni punti del Piano della salute. Rifondazione, con il capogruppo Arcangelo Sannicandro, chiede invece di « monitorare continuamente il settore » . Solida rizza con i medici quando « chiedono di debellare l’affarismo. Noi siamo impegnati a farlo. Ma non è facile debellare, né abbiamo la bacchetta magica » . E aggiunge: « Non confondiamoci le idee: la sanità di oggi, non è il frutto di chi ha assunto la responsabilità di governo da soli due anni » .
Sembra una parola di speranza quella pronunciata da Filippo Anelli della Fimmg. Che chiede di « fermare il linciaggio della professione medica » e sollecita « sostegno per un servizio sanitario che garantisce a tutti il diritto alla salute » . Francesco Strippoli NELL’OPPOSIZIONE Il consigliere Surico solidarizza con la lettera aperta dei medici NELLA MAGGIORANZA Il ds Montanaro critica la campagna di ascolto lanciata dall’Unione IL CASO Lettera aperta dei medici pugliesi al governatore Nichi Vendola. A firmarla tutte le sigle sindacali Nella foto, Vendola con l’assessore Tedesco

Ospedale: il sindaco Tarantini scrive alla Regione e alla Asl BA/2

«La riduzione di posti letto sta arrecando grande disagio alla città»

Il sindaco di Trani, dott. Giuseppe Tarantini, ha inviato una nota al Presidente della Regione Puglia, all’Assessore regionale alla sanità e al direttore generale della Ausl BA/2 sulla situazione dell’ospedale tranese:

«Illustrissimi, la riduzione dei posti letto determinata dalla Direzione Sanitaria  il  nosocomio di Trani, città che ad oggi conta poco meno di 55 mila abitanti, sta arrecando grande disagio agli  operatori  e alla cittadinanza tutta.

A fronte altresì delle emergenze  per l’imminente  stagione  estiva,  in  qualità di Sindaco di Trani sento il diritto-dovere di avviare ogni possibilità che miri alla riapertura di un dialogo propositivo che  riveda  le regole espresse dalla delibera regionale in materia di attivazioni e disattivazioni,  in funzione e al fine, di garantire maggiore sicurezza e sviluppo  per la città. Fiducioso nella Vostra sensibilità rivolgo alle SS. LL. richiesta di incontro, da ritenersi urgente ed improcrastinabile.» 

 

I primari: basta firmato un patto ; “Paghiamo scelte di altri”

Un patto per migliorare la sanità tarantina. E per chiedere di essere interpellati sulle decisioni che i medici poi scontano sulla loro pelle. È il patto sottoscritto da trentatré primari su trentasei in servizio nei due ospedali di Taranto, il Ss. Annunziata ed il Moscati. Nel documento i camici che guidano le strutture ospedaliere hanno focalizzato le criticità dei reparti. Ma i primari hanno stigmatizzato anche la tendenza ad escluderli dalle decisioni sulla sanità, lasciate ad appannaggio di chi amministra le aziende. Il documento è stato anticipato in una riunione tenuta venerdì con il commissario Carlo Sessa, che ha sostituito Marco Urago silurato dal presidente Vendola dopo la tragedia dell´Utic di Castellaneta. L´iniziativa dei primari sarà al centro di un nuovo incontro con il commissario, fissato per mercoledì. Intanto due episodi hanno scosso la sanità ionica. Sette medici sono indagati per la morte di una donna ricoverata al SS. Annunziata. Ieri l´autopsia dopo la denuncia dei familiari. Un paziente, invece, ha picchiato i sanitari che lo avevano medicato al Moscati. L´uomo ha colpito due medici, tre infermieri ed un vigilante. Poi si è scagliato contro i poliziotti che lo hanno arrestato. Ora è piantonato.

Ospedale, la sinistra tranese scrive al presidente Vendola

«Con profonda amarezza constatiamo la chiusura di 40 posti letto»

Pubblichiamo un telegramma inviato dal Centrosinistra di Trani al Presidente Vendola ed all’Ass.re Alberto Tedesco circa i tagli all’ospedale di Trani:

«Con profonda amarezza constatiamo che, con assoluta insensibilità, tecnico politica, la stessa che ha contraddistinto due anni di amministrazione di centrosinistra della BAT, oggi, a fronte delle promesse aperture di nuovi reparti, assistiamo alla chiusura di 40 posti letto nell’ospedale di Trani, dovuta esclusivamente ad incapacità amministrativa o peggio a cinica volontà di chiusura, da parte della direzione generale della BAT 1. Ci attendiamo dai livelli politici regionali un pronto intervento, con atti amministrativi concreti.»

Le segreterie politiche de La Margherita, Democratici di Sinistra, I Socialisti Uniti, Primavera in Movimento.

 

Sanità: via al piano entro l’estate, protestano i precari. A Bari centro per i barboni

BARI — «Prima dell’estate si potrebbe dare il via libera definitivo al Piano della Salute». L’assessore alla Sanità Alberto Tedesco è ottimista dopo aver concluso la tre giorni riservata all’audizione di tutti i direttori generali delle Asl (con il governatore Nichi Vendola e l’assessore Francesco Saponaro ieri ha ascoltato i manager delle Asl di Foggia, Lecce, Brindisi e degli Ospedali riuniti). Il Piano della salute affida ai direttori generali la distribuzione dei posti letto, reparto per reparto. «Le valutazioni che abbiamo ascoltato – riferisce Tedesco – sono ottimistiche al riguardo. A Foggia, Lecce e Brindisi i direttori hanno cominciato a confrontarsi con gli operatori sanitari sulle prime ipotesi di riorganizzazione ospedaliera ». Restano le criticità: la carenza di apparecchiature a Brindisi, o la carenza di personale a Lecce. Ma il tema è comune a tutta la Puglia: ieri a Bari hanno protestato i precari che da tempo attendono la stabilizzazione. Gli Ospedali riuniti di Foggia, da parte loro, hanno avviato il lavoro di «semplificazione e accorpamento dei doppioni». Tutti i manager hanno assicurato di stare lavorando al contenimento della spesa. Tema sul quale è impegnata anche la struttura tecnica allestita al riguardo dall’assessore Saponaro. Il quale, nei prossimi giorni, potrebbe visitare le Asl e singolarmente prendere visione dei problemi di carattere finanziario.
Ieri pomeriggio, dopo l’audizione dei manager Asl, si è riunita la giunta. Riunione ordinaria, la discussione politica e l’analisi del voto è stata rinviata ad un’altra occasione. Tra i provvedimenti approvati spicca lo schema di protocollo di intesa con il Comune di Bari per realizzare un centro di pronta accoglienza notturna per «i senza dimora in povertà estrema ». Previsti tra i 40 e i 48 posti letto. L’esecutivo ha approvato anche lo schema dell’accordo di programma da stipulare con la Ferrotranviaria spa Ferrovie nord barese. L’accordo punta a rinnovare e potenziare il parco rotabile ferroviario. La società si impegna ad acquistare due elettrotreni nuovi da quattro vagoni, e a cofinanziarne per il 30% altri due. Il restante 70% è a carico della Regione, che acquisterà anche sei rimorchi per altrettanti elettrotreni.
F. Str.

Sanità: via al piano entro l’estate, protestano i precari. A Bari centro per i barboni

BARI — «Prima dell’estate si potrebbe dare il via libera definitivo al Piano della Salute». L’assessore alla Sanità Alberto Tedesco è ottimista dopo aver concluso la tre giorni riservata all’audizione di tutti i direttori generali delle Asl (con il governatore Nichi Vendola e l’assessore Francesco Saponaro ieri ha ascoltato i manager delle Asl di Foggia, Lecce, Brindisi e degli Ospedali riuniti). Il Piano della salute affida ai direttori generali la distribuzione dei posti letto, reparto per reparto. «Le valutazioni che abbiamo ascoltato – riferisce Tedesco – sono ottimistiche al riguardo. A Foggia, Lecce e Brindisi i direttori hanno cominciato a confrontarsi con gli operatori sanitari sulle prime ipotesi di riorganizzazione ospedaliera ». Restano le criticità: la carenza di apparecchiature a Brindisi, o la carenza di personale a Lecce. Ma il tema è comune a tutta la Puglia: ieri a Bari hanno protestato i precari che da tempo attendono la stabilizzazione. Gli Ospedali riuniti di Foggia, da parte loro, hanno avviato il lavoro di «semplificazione e accorpamento dei doppioni». Tutti i manager hanno assicurato di stare lavorando al contenimento della spesa. Tema sul quale è impegnata anche la struttura tecnica allestita al riguardo dall’assessore Saponaro. Il quale, nei prossimi giorni, potrebbe visitare le Asl e singolarmente prendere visione dei problemi di carattere finanziario.
Ieri pomeriggio, dopo l’audizione dei manager Asl, si è riunita la giunta. Riunione ordinaria, la discussione politica e l’analisi del voto è stata rinviata ad un’altra occasione. Tra i provvedimenti approvati spicca lo schema di protocollo di intesa con il Comune di Bari per realizzare un centro di pronta accoglienza notturna per «i senza dimora in povertà estrema ». Previsti tra i 40 e i 48 posti letto. L’esecutivo ha approvato anche lo schema dell’accordo di programma da stipulare con la Ferrotranviaria spa Ferrovie nord barese. L’accordo punta a rinnovare e potenziare il parco rotabile ferroviario. La società si impegna ad acquistare due elettrotreni nuovi da quattro vagoni, e a cofinanziarne per il 30% altri due. Il restante 70% è a carico della Regione, che acquisterà anche sei rimorchi per altrettanti elettrotreni.
F. Str.

Minacciano di non garantire il servizio « Siamo troppo pochi » Medici di guardia sul piede di guerra 

FOGGIA – Secondo la legge dovrebbero essere 32 per ogni turno e, invece, ne sono soltanto 4 e da oggi non hanno neanche più l’autista per il mezzo di servizio. E’ la situazione della Guardia Medica di Foggia i cui medici hanno anche intentato un’azione legale con l’Asl anche per tutelarsi da eventuali danni arrecati alla popolazione per l’inefficienza del servizio.
« E’ dal lontano 2000 ci racconta la dottoressa Anna Marasco, la rappresentante del presidio che si trova all’ospedale D’Avanzo di Foggia che i medici di guardia della sede di Foggia lottano per migliorare la situazione del servizio attraverso continue richieste alle istituzioni che come risposta ci tolgono anche l’unico autista del mezzo di servizio » .
L’organico della Guardia Medica di Foggia è fermo al 1981, anno in cui fu istituito il servizio: i turni vengono effettuati da soli quattro medici durante la notte e i festivi per una popolazion e d i c i r c a 160mila abitanti senza contare evidenzia la dottoressa Marasco dei non residenti e di quelli che vivono in borgate distanti fra loro diversi chilometri. In un mese i medici del presidio effettuato dalle 700 alle 800 visite domiciliari: ciò significa che in media due medici sono fuori per le visite ai pazienti. Un problema aggravato dalla mancanza dell’autista del mezzo di servizio, soppresso dalla Asl per penuria di fondi. Anche per questo motivo i medici, falliti i tentativi per risolvere i problemi del presidio, hanno avviato un’azione legale contro la Asl « per ha chiarito la rappresentante della Guardia Medica riscattarci da tutti i soprusi subiti in questi anni e per tutelarci da eventuali danni arrecati, nostro malgrado, alla popolazione per l’inefficienza del servizio » . Luca Pernice Avviata un’azione legale con l’Asl per tutelarsi da danni arrecati all’utenza per l’inefficienza del servizio

Sanità Foggia Febbraio 6, 2008

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La nuova Asl nasce con 42 milioni di debiti

Sotto accusa la spesa farmaceutica, le forniture sanitarie, e la mobilità dei pazienti verso altre strutture

FOGGIA — La gestione poco oculata delle ex aziende sanitarie locali della provincia di Foggia dal 2000 al 2005 ha determinato perdite ingenti tali da far sì che oggi la Asl unica avvia la sua attività con una situazione finanziaria pesantemente in rosso. A fronte di un attivo complessivo di 344 milioni di euro, le perdite consolidate, dunque le voci in rosso, ammontano a 386 milioni di euro. E’ quanto emerso ieri mattina nel corso della conferenza stampa tenuta dal commissario della Asl Donato Troiano e dallo staff di collaboratori chiamati a ridisegnare e riorganizzare l’azienda dopo l’accorpamento stabilito dalla Regione cinque mesi fa.
Non era intenzione dell’attuale commissario, che aveva convocato l’incontro per illustrare le novità introdotte, far emergere la disastrosa situazione finanziaria dell’azienda. Ma così è stato a partire dalle voci in rosso dell’ultimo consuntivo, quello 2006. LA VORAGINE Le perdite consolidate delle tre ex aziende Fg1, Fg2, Fg3, accumulate negli anni, ammontano a 296 milioni di euro. A questa cifra vanno aggiunti i 90 milioni di euro di perdite del bilancio consuntivo 2006 che si è appena chiuso. Il calcolo è presto fatto: la nuova azienda sanitaria unica ha un buco di 386 milioni di euro. Secondo Troiano e secondo il subcommissario Antonio Di Biase a contribuire a queste perdite almeno tre voci: la spesa farmaceutica, le forniture sanitarie e la cosiddetta mobilità passiva, i cittadini della Capitanata non si fidano degli ambulatori della Asl e preferiscono curarsi altrove.
Sul fronte della spesa farmaceutica l’attuale dirigenza si è posta l’obiettivo di andare ad una diminuzione di circa 8 milio ni di euro all’anno. A guardare la spesa per le medicine così come è avvenuta in passato i foggiani si ammalavano di più dei cerignolani, visto che nella ex Asl fg2 la spesa media per cittadino all’anno era 182 euro mentre per un foggiano la Asl fg3 ne spendeva 225 di euro. In realtà, secondo Troiano, sono mancati i controlli. Così come non ci sono stati argini nell’acquisto di forniture: dai reagenti per le analisi, alle siringhe, alle protesi. Rilevante, in questi anni, anche le voci di spesa per le cure termali. I RIMEDI Sul fronte finanziario Troiano conta di ridurre nel 2007 le perdite di un 15 per cento e di intervenire massicciamente sul fronte degli investimenti per migliorare le prestazioni sanitarie. Già portata a termine l’unificazione contabile, del personale, dell’organizzazione aziendale, del sistema di prenotazione e della messa in rete delle prestazioni. In aree come il Subappennino saranno creati servizi come la radiologia mobile e la fisioterapia domiciliare.
Dopo Manfredonia anche a Cerignola, San Severo e Foggia saranno aperti centri di riabilitazione psico sociale. A Torremaggiore sorgerà un hospice per malati terminali e sarà attivato l’unità di terapia intensiva respiratoria. Firmato inoltre un protocollo d’intesa tra Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Ospedali Riuniti di Foggia e Asl FG per l’istituzione di una rete di dipartimenti interaziendali di cardiologia, urgenza emergenza e oncologia. Antonella Caruso

La Puglia nega il vaccino alle giovani pugliesi Febbraio 6, 2008

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LA PUGLIA NEGA IL VACCINO ALLE GIOVANI PUGLIESI:

Lombardia, Veneto, Basilicata, solo per citare alcune regioni, già offrono il vaccino gratuitamente alle quattro fasce di età indicate dal Ministero; solo la Puglia non rende pubblica la gratuità del farmaco, mettendo a riscio le giovani ragazze pugliesi.

Arrivare in 5 anni al 95% di copertura vaccinale per le giovanissime, prima del primo rapporto sessuale, così da eliminare il ciclo di diffusione del virus porterebbe a ridurre drasticamente il cancro al collo dell’utero che in Italia conta 3000 nuovi casi e 1200 decessi ogni anno. Gli esperti discutono dei risultati attesi in un incontro aperto al pubblico presso l’Istituto Regina Elena di Roma dove recentemente si è svolta la Tavola Rotonda “Pareri a confronto in tema di vaccino HPV”. Parola d’ordine per raggiungere questi obiettivi è sinergia di tutti gli operatori sanitari coinvolti: da un lato i ginecologi, che dovranno invitare le madri a vaccinare le proprie figlie, dall’altro il medico di famiglia e il pediatra. Oltre il 90% dei medici di medicina generale in recenti indagini ha manifestato il proprio interesse a formarsi e dare informazione sul vaccino e in alcune regioni corsi di formazione sono iniziati o in fase d’organizzazione, rileva Paola Chiara, coordinatore formazione FIMMG. Ma anche i pediatri, soprattutto a fronte di dati che dicono che l’età del primo rapporto sessuale continua a scendere, devono fare la loro parte, aggiunge Marzia Duse del Dipartimento Pediatria Università La Sapienza di Roma. Fondamentale sarà inoltre continuare lo screening con il pap-test che oggi copre circa il 75% della popolazione a rischio ma con buchi a Sud. In una prima fase questo farà salire i costi della prevenzione ma darà benefici e risparmi già a breve termine (riduzione di esami diagnostici e lesioni precancerose) e sarà un modo per misurare la protezione offerta dal vaccino. Fra alcuni anni vedremo una riduzione del cancro, conclude il direttore scientifico IRE Paola Muti, secondo gli studi mondiali ci si aspetta un crollo del 40-80%.
E’ disponibile nelle farmacie italiane il primo vaccino contro il Papillomavirus, causa principale del tumore al collo dell’utero che solo in Italia colpisce 10 donne ogni giorno ed è la seconda causa di morte in Europa per tumore tra le donne tra 15 e 44 anni. L’annuncio e’ stato dato in una conferenza stampa a Roma alla quale ha partecipato anche l’oncologo Umberto Veronesi.

Il vaccino quadrivalente contro il papillomavirus, oltre a diminuire il rischio di tumore al collo dell’utero, può prevenire altri tumori della sfera femminile. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla versione on-line della rivista Lancet, secondo cui le lesioni precancerose diminuiscono del 100%. La ricerca ha raccolto i risultati di tre studi precedenti, che hanno coinvolto 18mila donne tra i 16 e i 26 anni. “La prevenzione di queste lesioni – spiega Elmar Joura dell’università di Vienna – abbassa il rischio di sviluppare un cancro della vulva o della vagina e riduce la necessità di ricorrere ad interventi chirurgici. Per questo, ci si attende che la vaccinazione possa ridurre enormemente la morbilità, la mortalità e i costi di salute pubblica associati al cancro del collo dell’utero ma anche quelli dovuti al trattamento di queste due patologie”.

I vaccini salvano tre milioni di vite l’anno in tutto il mondo e svolgono un ruolo essenziale nella protezione contro le malattie, nella diminuzione della mortalità infantile e nell’aumento della speranza e della qualità di vita. I vaccini, elementi essenziali della sanità pubblica, sono indispensabili nella prevenzione delle malattie infettive; il loro campo d’applicazione si estende oggi a nuove sfide, quali l’invecchiamento della popolazione, il terrorismo biologico o la resistenza agli antibiotici. Infatti, oltre 400 nuovi vaccini sono attualmente in corso di sviluppo in tutto il mondo per proteggere gli individui dalle malattie infettive per le quali non esiste ancora una prevenzione efficace o dagli effetti che tali malattie possono comportare. In tale contesto, la conoscenza dei vaccini è un punto essenziale.
E’ pertanto essenziale informare in merito: alla strategia della vaccinazione e al suo impatto sia sul piano del progresso medico, sia su quello della sanità pubblica; alle prospettive aperte dai nuovi vaccini e alle specificità dei vari vaccini; alla protezione dei soggetti sani, che sta alla base dello sviluppo clinico, della farmacovigilanza e di un controllo epidemiologico specifico

Deficit sanitario pugliese Febbraio 6, 2008

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17-april-2007.pdf

Corriere del Mezzogiorno – BARI -
sezione: INPRIMOPIANO – data: 2007-05-03 num: – pag: 3
categoria: REDAZIONALE

 

Diffida sul deficit nella sanità Prodi: Vendola è commissario 

 

Diffida sul deficit nella sanità Prodi: Vendola è commissario 
L’assessore Tedesco: « Non si tratta di 290 milioni, ma di 168 » L’attacco del capogruppo di Fi, Palese: « Non era mai successo »
 
BARI – Tre ore di riunione ieri pomeriggio nello studio del presidente della Regione. Attorno al tavolo il governatore Nichi Vendola, l’assessore alla Salute Alberto Tedesco, il collega titolare del Bilancio Francesco Saponaro. In discussione: la manovra per colmare il deficit sanitario del 2006.
Dopo un paio di settimane di attesa è arrivata nei giorni scorsi la diffida della presidenza del consiglio dei ministri.
Ovvero la nota con cui Palazzo Chigi rileva il deficit accumulato dalla Regione nel 2006 e, secondo le procedure, nomina Vendola commissario ad acta : perché assuma e poi comunichi al governo, entro la fine del mese, tutte le iniziative per colmare il disavanzo. Compreso l’eventuale aumento dell’addizionale Irpef o dell’aliquota Irap. Misura, questa, esclusa in radice dalla giunta.
« Non era mai accaduto grida dall’opposizione il forzista Rocco Palese che il governo nazionale commissariasse la Puglia per il debito sanitario. Ora Vendola è commissario di se stesso e dei suoi stessi debiti e deve ripianarli entro la fine di maggio, anche a costo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini » .
La giunta non arriva impreparata all’appuntamento. Le anticipazioni sulla presenza del deficit si erano già diffuse a metà aprile, in contemporanea alle polemiche per le divergenze sul calcolo. Secondo il Tavolo di monitoraggio ( e anche la lettera di Prodi) il deficit ammonta a 290 milioni. La Regione sostiene che si tratti di una cifra attorno ai 168. « E forse anche di meno precisa Tedesco visto che man mano che si procede nei controlli emergono dati confortanti in nostro favore. Per esempio abbiamo appurato che non ci sono state trasferite le quote per i disavanzi degli Irccs ( Istituti di ricerca e cura, ndr) » . Si tratta di una cifra attorno ai 20 milioni.
Il Tavolo di monitoraggio, come riferito nei giorni scorsi, sembra già disponibile a detrarre dai 290 milioni rilevati una delle voci controverse, quella riferita alle ferie non godute dai dipendenti Asl ( circa 51 milioni). Più problematica appare la voce sulla mobilità passiva: sono 71 milioni. Secondo la giunta, c’è un accordo di tutti i governatori a spostare la voce sulla contabilità 2007. Il Tavolo replica che la decisione non è stata mai formalizzata. « Ed è per questo spiega Tedesco che ora attiveremo la conferenza dei presidenti perché sancisca con tutti i crismi la decisione già assunta » . Detratte le ferie e la mobilità passiva, e considerate le quote per gli Irccs, rimarrebbero da coprire 140 150 milioni. Tedesco non si sbilancia sul percorso: « Rimane confermato dice l’orientamento che abbiamo manifestato nei giorni scorsi: parte sarà coperto con il bilancio autonomo ( un’ottantina di milioni circa), parte con la vendita di beni delle Asl, parte con altre misure di contenimento » .
Palese non si accontenta e usa il sarcasmo: « Non c’è più possibilità di negare il buco nei conti sanitari creato dalla premiata ditta Vendola Tedesco » . La diffida del governo, poi, « è la dimostrazione dello sfascio che questa amministrazione ha portato nella sanità » . Sulla vicenda interviene anche Giuseppe Carenza, segretario dell’Ugl pugliese. Chiede che la giunta convochi i sindacati per conoscere « con certezza l’entità del disavanzo e soprattutto le sue cause » . « Le organizzazioni sindacali replica Tedesco saranno convocate non appena avremo terminato i lavori di accertamento e verifica. Cosa per la quale abbiamo sollecitato i direttori generali delle Asl ad accelerare la chiusura dei consuntivi » . F. Str. Il governatore deve assumere entro fine mese tutte le misure per colmare il disavanzo

CONTI DELLASANITÀ Scontro con il Polo. Al governo il piano di risanamento 

BARI – Da una parte i numeri, dall’altro lo scontro politico. La Puglia si prepara a rispondere alla diffida del governo sul disavanzo sanitario 2006: 290 milioni di ” rosso” secondo il comitato di monitoraggio governo Regioni; 168 secondo i calcoli della Regione. In un caso o nell’altro, la giunta dovrà predisporre un nuovo piano di rientro ( dopo il primo non accolto nelle settimane passate dal comitato). In caso contrario, scatterebbbe l’aumento automatico di Irpef e Irap. Ieri pomeriggio si sono incontrati gli assessori Alberto Tedesco ( Salute) e Francesco Saponaro ( Bilancio) per mettere a punto la strategia pugliese. Se necessario, è stato concordato, il contributo del bilancio autonomo al deficit sarà di 90 95 milioni, invece degli 80 previsti.
Prima ancora delle opzioni tecniche, tuttavia, è andata in scena la polemica. Con l’opposizione, visto che il governatore Nichi Vendola ha evitato di accederne una con il governo. Incontrando i giornalisti, ha glissato sulla proposta della ministra Linda Lanzillotta di prevedere sanzioni a carico degli amministratori regionali che producano disavanzi in sanità. « Le dichiarazioni del ministro ha detto Vendola non ci riguardano: riteniamo di non essere oggetto di quegli apprezzamenti » . Come dire, il richiamo non è destinato alla Puglia che sa già come provvedere al ripiano. Una presa di posizione in perfetta coincidenza con quanto dichiarato fin da sabato scorso. Quel che il governatore non riesce ad evitare è un aspro duello con Rocco Palese ( Fi). L’azzurro, riferito alla giunta regionale, parla di « dilett anti allo sbaraglio, incoscienti, bugiardi e sfasciacarrozze » .
Respinge « il tentativo di scaricare colpe sulla giunta Fitto » . Ricostruisce le gestioni del centrodestra che parlavano di « un bilancio in salute » . Palese, replica il governatore, appare « in piena sindrome elettorale e questo spiega il carattere isterico delle sue dichiarazioni. Credo che il pubblico sia assuefatto allo stile di chi grida ciclicamente ” al lupo al lupo”, e paventa catastrofi che puntualmente non arrivano » . È successo « con le accuse di brogli elettorali, con il catastrofismo sui rifiuti, con la ” guerra preventiva” a quelle tasse che non abbiamo aumentato » .
Intanto, oggi Tedesco interverrà alla conferenza degli assessori alla Salute, nel corso della quale è previsto un incontro con la ministra Livia Turco. Tedesco fa sapere che solleverà « il caso Puglia » . Ovvero la situazione di una Regione che, dice, è stata penultima nel 2006 nella distribuzione del fondo sanitario se si tiene conto della quota « pro capite » . Una Regione che ha un deficit « del tutto fisiologico » se si considera che nel 2006 sono stati distribuiti alle Regioni 96 miliardi dei 100 stimati; se fossero stati suddivisi anche gli altri 4, la Puglia « avrebbe coperto per intero le spese di quell’anno » . Per Saponaro, la situazione « è seria, ma gestibile » . E l’irritazione di questi giorni si spiega « con la drammatizzazione » che è stata fatta del deficit. « La Puglia dice sia con Fitto che innalzò l’Irpef, sia con Vendola che ha fatto ricorso al bilancio autonomo, è sempre arrivata in pareggio » . Saponaro e Tedesco hanno concordato il piano da presentare al governo per il rientro.
È lo stesso reso noto nei giorni scorsi: vendita di patrimonio non utile ai fini sanitari; utilizzo di « avanzi pregressi » ; risparmio sulla farmaceutica; contributo dal bilancio autonomo ( la parte non sanitaria del Bilancio): in quest’ultimo caso, se il governo non ritenesse valida qualcuna delle proposte, il prelievo salirebbe dagli ipotizzati 80 ai 90 95 milioni. F. Str. L’assessore regionale al Bilancio, Francesco Saponaro

Deficit: in vendita i terreni delle Asl. Il Polo attacca: « Rischio crack »

BARI — Forse la cartolarizzazione, oppure la vendita centralizzata con un bando, o anche l’ipotesi che ciascuna Asl provveda per sè. Per risanare il deficit sanitario 2006, la giunta regionale ha preventivato la vendita di terreni ed edifici ( non strategici) di proprietà delle Asl. Si tratta di uno degli aspetti più complessi della manovra messa in atto per recuperare i 207 milioni che mancano.
Ma finora non è stata chiarita la strada che il governo regionale intende imboccare.
Ieri è passata in commissione la manovra che consentirà alla giunta di recuperare dal bilancio autonomo parte delle risorse necessarie. L’opposizione ha votato contro e in conferenza stampa ha denunciato il rischio di un « crack finanziario » . Ma ha rinunciato all’ostruzionismo, per tenere « un atteggiamento istituzionale » e scongiurare il rischio che si arrivi all’aumento delle aliquote Irpef e Irap. Incremento che sarebbe automatico senza i correttivi presentati in commissione dall’assessore alla Salute Alberto Tedesco. Il buco sarà coperto con circa 25 milioni di residui degli esercizi sanitari precedenti. Il resto viene prelevato dal fondo dei residui passivi perenti, che dovrà essere ripristinato entro fine anno: 18 milioni col pay back ( contributo delle case farmaceutiche quando si sfonda il tetto della spesa per medicinali); 51 milioni con la mobilità attiva ( cure prestate in Puglia a non residenti); 52 milioni con un contributo del bilancio autonomo; 60 milioni con la vendita degli immobili Asl.
Per l’opposizione, che prima della commissione ha incontrato i giornalisti, è « un azzardo » preventivare che i 60 milioni delle alienazioni possano essere incamerata entro il 31 dicembre. Michele Saccomanno ( An) ha segnalato che in passato « sono occorsi sei anni per fare una semplice donazione da un privato ad una Asl » . Francesco Damone ( Puglia prima di tutto) ha parlato di « un falso in bilancio » . Giacché per vendere « occorre la lista precisa, gli intestatari e la stima degli uffici erariali » . Il capogruppo di Fi, Rocco Palese, ha prefigurato un danno al patrimonio del le Asl e stigmatizzato quella che ha definito una scelta « moralmente discutibile: mettere in vendita ciò che le Asl hanno ottenuto tramite lasciti testamentari » . I numeri, insomma, saranno pure in ordine. « Ma dice Saccomanno non c’è certezza sull’effettività delle entrate. Le tasse non le mettono, ma i bilanci sono fittizi » . Il che pone le premesse per creare « un dissesto finanziario pari a quello degli anni Novanta » . E questo nonostante il centrodestra avesse la sciato i conti in perfetto ordine, « come certificato dal governo Prodi e dal Parlamento » ( Palese). « La scelta della giunta ha sottolineato l’udc Angelo Cera è quella di tirare a campare » . Ma alla fine « esploderà la bomba dei conti » ( Giammarco Surico). Giuseppe Varcaccio ( An) fa sapere che occorre sommare al deficit « 30 milioni che la Regione deve ai medici universitari » .
La replica di Tedesco non si è fatta attendere. « È vero che i tempi del le vendite ha detto non sono definibili ed è per questo che abbiamo attinto al fondo dei perenti per poi restituire tutto entro fine anno » .
Già, ma come? « Vedremo: può essere che ogni Asl agisca per conto proprio; può essere che si decida centralmente con l’intervento dell’Ares o di Finpuglia; può essere che si proceda con una specie di cartolarizzazione: si individua l’acquirente e a questi si chiede l’anticipazione dei 60 milioni » . Sembra l’ipotesi più probabile. Vendere questi beni, aggiunge l’assessore, « non significa mettere a rischio il conto economico delle Asl, che è cosa distinta dal patrimonio » . Ignazio Zullo ( Italia di mezzo) critica la gestione della sanità, ma annuncia un benevolo voto di astensione. Lo apprezza il capogruppo dei Ds Antonio Maniglio. Il quale sottolinea che « la manovra non contiene nessuna nuova imposizione fiscale » . Il deficit in sanità non è cosa nuova: « è capitato anche nella legislatura precedente, solo che allora il costo fu interamente scaricato sui cittadini con l’aumento dell’ 0,5% dell’Irpef e l’introduzione dei ticket sanitari » . Francesco Strippoli

Tedesco: il deficit scende ancora. Ma l’opposizione accusa

BARI — C’è il via libera dei capigruppo di maggioranza alla manovra della giunta regionale per colmare il deficit sanitario 2006. Ma c’è anche un’aspra polemica con l’opposizione. I conti sono noti da giorni e lunedì la giunta vi ha apposto il sigillo. Occorrerà la legge di variazione al bilancio per pareggiare il disavanzo.
Che ieri ( ultimo dato) è stato quantificato in 207 milioni. Il deficit, chiarisce l’assessore alla Salute Alberto Tedesco, si assottiglia man mano che i consuntivi delle Asl arrivano a definizione. Nei giorni scorsi si era detto 215, poi 211. Ad ogni modo, numeri ben lontani dalla cifra contestata dal governo: 294.
A margine dell’incontro con il governatore Nichi Vendola, l’assessore al Bilancio Francesco Saponaro e i capigruppo dell’Unione, Tedesco ha chiari to che « il disavanzo reale è di 182 » . E questo perché, come accennato già ieri, 25 milioni dei 207 necessari al ripiano, « rappresentano il frutto di residui attivi degli esercizi sanitari precedenti » . In parole povere: si usano ( per la sanità) soldi stanziati per la sanità.
Diverso il caso degli altri 182 milioni: qui si utilizzerà il fondo dei residui passivi perenti del bilancio ( da cui la variazione). Capitolo che dovrà essere ripristinato, essendo obbligatorio. Sarà ricostituito con varie voci: 60 milioni con la vendita di immobili Asl, 18 milioni dalle case farmaceutiche ( che intervengono in caso di sforamento della spesa dei medicinali), 51 come crediti verso altre Regioni per cure prestate in Puglia, 52 dall’avanzo di am ministrazione. « E in definitiva dice Tedesco è solo quest’ultimo il contributo del bilancio autonomo al deficit sanitario: l’anno scorso fu di 58 milioni: quest’anno è inferiore » . Saponaro aggiunge un altra considerazione, in parte già nota: la spesa farmaceutica, dopo la manovra di fine anno, è scesa nel primo trimestre del 19% rispetto al 2006. Se la tendenza fosse confermata, « si avrebbe nel 2007 un risparmio secco di 92 milioni » . Se poi si considera che per l’anno in corso, la Puglia ha percepito 270 milioni in più nel Fondo sanitario regionale, se ne può dedurre « che nel 2007 la spesa è sotto controllo » .
Il capogruppo di Fi Rocco Palese esprime « sconcerto per le dichiarazioni » dei due assessori. « Il tentativo aggiunge è quello di apparire come eroi solo perché hanno approvato un provvedimento obbligatorio e imposto dal governo che ha commissariato la Puglia per il deficit » . Il collega Michele Saccomanno ( An), a proposito delle misure annunciate, parla di « ennesimo libro dei sogni » . E questo per segnalare la vaghezza e l’aleatorietà dei provvedimenti: sulla vendita degli immobili, sull’intervento delle case farma ceutiche, sulla possibile sottrazione di risorse agli Irccs ( tra i 25 milioni di provenienza sanitaria). « Il centrodestra è la replica di Tedesco deve essere rimasto deluso dal fatto che i cittadini pugliesi non saranno gravati da ticket o dall’aumento delle addizionali Irpef e Irap per far quadrare i conti del 2006. Senza dire che da due giorni, grazie all’intervento delle Regioni, il Parlamento ha cassato il ticket da 10 euro su visite mediche ed analisi. Le obiezioni di Saccomanno, poi, non mi sembrano quelle di un ex assessore alla Sanità. Ma di un dilettante allo sbaraglio » . Oggi conferenza stampa dell’opposizione. Intanto, l’Ugl chiede la convocazione dei sindacati « prima del consiglio regionale del 29 maggio » che dovrà approvare la variazione al bilancio. Francesco Strippoli

SANITA’:PALESE(FI),ALLA CAMERA SMENTITI CONTI GIUNTA VENDOLA

(ANSA) – BARI, 15 GIU – Sul deficit sanita’ della Regione Puglia sono stati ’smentiti i conti della giunta Vendola’: lo sostiene il capogruppo di Fi alla Regione Puglia, Rocco Palese, che ha presentato sull’ argomento una interrogazione.
‘Ennesima figuraccia nazionale della Regione Puglia governata da Vendola ieri in aula alla Camera. Il sottosegretario alla Salute, on.Patta – riferisce Palese – ha chiarito che al governo risulta un deficit di 291,8 milioni di euro nei conti della sanita’ della Regione Puglia nel 2006′. ‘Adesso – sottolinea Palese – la giunta deve chiarire perche’ ha presentato un piano di rientro di appena 211 milioni di euro e come prevede di coprire la differenza’.
‘Rispondendo ad una interpellanza illustrata dall’on.
Mazzaracchio di Forza Italia – ricorda Palese – che chiedeva lumi sulla cifra esatta del deficit sanitario della Puglia risultante al governo, il sottosegretario alla salute Patta ha chiarito testualmente: ‘Il disavanzo 2006, certificato dal tavolo di verifica degli adempimenti, istituito ai sensi dell’articolo 12 dell’intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, e’ pari a 291,890 milioni di euro. La valutazione e’ basata sui dati di preconsuntivo che le regioni trasmettono al nuovo sistema informativo sanitario del ministero della salute. Del tavolo fanno parte rappresentanti del ministero dell’economia e delle finanze, del ministero della salute, dei coordinamenti sanita’ e affari finanziari delle regioni, dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali, del Dipartimento per gli affari regionali, della segreteria della Conferenza Stato-Regioni, della segreteria della Conferenza delle regioni e province autonome”. Smentiti quindi i conti della Regione e, soprattutto – aggiunge Palese – ‘riconosciuta la Puglia virtuosa degli anni scorsi, visto che l’on.Patta ha anche detto in aula: ‘In passato la regione ha fatto registrare disavanzi molto contenuti che e’ stata in grado di coprire con risorse proprie e, inoltre, sono in fase di accertamento da parte della regione possibili fattori correttivi”.
‘Ora – dice Palese – ci preoccupa la differenza tra il piano di rientro da 211 milioni di euro presentato dalla Regione al Governo e sul quale il ministero deve ancora pronunciarsi e il deficit del 2006 risultante al Governo che ammonta a 291,8 milioni di euro’. (ANSA).

Lo sfascio:la Turco deve rispondere Febbraio 6, 2008

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SANITA’: PUGLIA; CARLUCCI (FI),TURCO DIA RISPOSTA SU SFASCIO

(ANSA) – BARI, 8 FEB – ‘Ho presentato un’interpellanza urgente al ministro della Sanita’, Livia Turco, sullo sfascio della sanita’ pugliese ed aspetto una risposta nel piu’ breve tempo possibile perche’, nonostante le proteste dei sindacati e di numerosi pazienti, la situazione non accenna a migliorare tra vuoti d’organico, gravi carenze nelle forniture e strutture fatiscenti’. La deputata di Forza Italia Gabriella Carlucci commenta cosi’ la presentazione di un’interpellanza urgente al ministro della Sanita’, Livia Turco, sulla situazione della sanita’ pugliese.
Carlucci sottolinea che ‘come se tutto cio’ non bastasse, e’ stato anche aumentato di 11 euro il ticket per le visite specialistiche mentre da un anno i sindacati dei lavoratori della sanita’ non vengono convocati. Per una giunta che aveva fatto della concertazione il proprio credo e aveva promesso di eliminare il ticket davvero non c’e’ male’.
L’esponente di Fi sottolinea di aver chiesto al ministro ‘un giudizio sulle crescenti difficolta’ finanziarie che la Giunta regionale pugliese incontra nella spesa sanitaria, pur avendo ereditato una gestione sostanzialmente sana sotto il profilo economico e funzionale’ e chiede ’se il ministro non ritenga opportuno porre sotto controllo la gestione delle Aziende sanitarie locali e degli ospedali della Regione Puglia, interessando del caso, ove occorra anche la competente sezione della Corte dei Conti’. (ANSA).

(ANSA) – BARI, 8 FEB – ‘Inoltre – conclude l’on.Carlucci – nonostante la Puglia abbia un rapporto infermieri/abitanti inferiore a quello italiano, che peraltro e’ inferiore a quello europeo (5,4 infermieri/abitanti, rispetto al 6,9 comunitario) si continuano a rimandare di mese in mese i concorsi per l’assunzione di nuovi infermieri, mentre si prevede di non rinnovare il contratto in scadenza agli infermieri precari: sono 400 nel solo ospedale Fazzi di Lecce ed andranno a casa il 30 giugno’.(ANSA).

Disastrosa giunta Vendola Febbraio 6, 2008

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SANITA’: PUGLIA; ON.CARLUCCI (FI), DISASTROSA GIUNTA VENDOLA

(ANSA) – BARI, 9 GEN – ‘La gestione della sanita’ pugliese da parte della giunta Vendola e’ disastrosa’: lo afferma la deputata di Forza Italia Gabriella Carlucci, sottolineando che ‘il recente attacco dei sindacati confederali, che non sono certo alleati del centrodestra, sembra eloquente’.
‘Dopo le solite promesse elettorali infarcite di demagogia, Vendola – aggiunge Carlucci – ha dimostrato di non saper rispondere alle richieste dei cittadini che chiedono liste di attesa accettabili, strutture dignitose, sicurezza. Vendola critico’ duramente la riforma sanitaria del centrodestra pugliese che costituiva invece una risposta coraggiosa ad una situazione insostenibile e ora non e’ in grado di dare ai pugliesi una soluzione migliore’.
‘Il centrosinistra pugliese – continua l’esponente di Fi – dimostra ancora una volta la propria incapacita’ nel promuovere riforme in grado di migliorare la vita dei cittadini. Le ispezioni dei Nas sono utili ma per migliorare la situazione della sanita’ regionale sarebbe necessario un piano ospedaliero efficace, una seria programmazione a lungo termine, una riforma della dirigenza, criteri di gestione ben definiti e improntati alla massima efficienza e un’informazione efficace dei cittadini sulla necessita’ di riformare la sanita’ regionale’.
Per Carlucci, ‘Vendola ha ingannato due volte i pugliesi’.
‘Aveva promesso l’abolizione totale dei ticket – conclude – e si e’ limitato ad ampliare le fasce di esenzione e aveva promesso di cancellare ‘lo sciagurato piano Fitto’ e riaprire i reparti soppressi e non l’ha fatto’. (ANSA).

 

SANITA’: ON.CARLUCCI, PUGLIA MERITA MAGGIORE CONSIDERAZIONE

(ANSA) – BARI, 4 APR – ‘La sanita’ pugliese soffre di un vuoto di organico che ammonta a 20mila persone e questa e’ solo la punta dell’iceberg tra strutture fatiscenti, aumenti del ticket e promesse mai mantenute dall’assessore Tedesco. Lo sciopero di domani dei sindacati confederali, che certo non possono essere accusati di sudditanza nei confronti del centrodestra, e’ la logica conseguenza delle tante promesse mancate della Giunta Vendola’. Lo afferma il deputato di Forza Italia, Gabriella Carlucci, a proposito dello sciopero e della manifestazione che terranno domattina a Bari i precari della sanita’ pugliese.
Carlucci dice che ‘il personale della sanita’ compie sforzi encomiabili per assicurare un buon servizio ai cittadini’ e che ‘quindi e’ necessario prorogare almeno fino a fine anno i contratti del personale precario impegnato nelle strutture ospedaliere regionali. In caso contrario i primi a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini’.
‘Il ministro Turco – conclude – ha ricevuto da molte settimane una mia interpellanza urgente sullo stato della sanita’ pugliese ma non ho ancora ricevuto alcuna risposta.
Credo che la Puglia meriti maggiore considerazione da parte di un governo che afferma di essere attento alle esigenze del Sud’.(ANSA).

Situazione allarmante Febbraio 6, 2008

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Sorgente:
ANSA Regionale
 Tema:
Not. Regionale Puglia

SANITA’: PUGLIA; ON.CARLUCCI, SITUAZIONE ALLARMANTE

(ANSA) – BARI, 16 FEB – ‘Le liste d’attesa continuano ad aumentare, tanto che per un screening mammario bisogna aspettare febbraio 2008 e lo stesso per una Tac, mentre per una visita senologica ci vogliono sette mesi come per una visita neurochirurgica. Di fronte a questa situazione allarmante, la giunta regionale continua ad assumere consulenti ma non ha ancora dato risposte a quei 400 infermieri dell’Ospedale Fazzi di Lecce che a giugno rischiano di andare a casa’. E’ la descrizione della sanita’ pugliese che l’on.Gabriella Carlucci (Fi) fa giudicando ‘assolutamente insoddisfacente’ la risposta del sottosegretario alla sanita’ Antonio Gaglione all’interpellanza da lei presentata.
‘Gaglione – afferma l’esponente di Fi – era bravissimo a demolire tutto cio’ che la giunta Fitto costruiva in campo sanitario ma ora non e’ capace di delineare un qualsiasi progetto organico di coordinamento tra Governo e Regione Puglia sulla sanita’ o di controllare quello che accade a Bari’.
‘Peccato – continua Carlucci – che da quando Vendola e’ presidente non sia successo nulla tranne l’apertura di alcuni day hospital in luoghi ’strategici’. Infatti il presidente Vendola ha riaperto il reparto di ostetricia dell’ospedale della sua citta’ natale, Terlizzi, cosi’ come il senatore Latorre (il braccio destro di D’Alema) ha aperto il reparto di ostetricia a Fasano’. ‘Inoltre – continua – e’ vero che e’ stato soppresso il ticket di 10 euro sulle ricette ma contemporaneamente, il governo ha stabilito di affidare alle regioni il compito di individuare, concertandole con il Ministero, nuove modalita’ alternative di compartecipazione alla spesa sanitaria’. ‘Sara’ interessante – conclude – capire quale sara’ il metodo di compartecipazione che verra’ adottato dal presidente Vendola. Si spera che tale misura non venga realizzata chiudendo reparti ospedalieri d citta’ amministrate dal centrodestra’.(ANSA).

Sanità:Intervento On. Carlucci Febbraio 6, 2008

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Sorgente:
ADNKRONOS
 Tema:
Cronaca Interna

SANITA’: CARLUCCI (FI), SITUAZIONE PUGLIA NON MIGLIORA (2)

(Adnkronos) – ‘Nell’interpellanza da me presentata – continua – chiedo alla Turco di esprimere un giudizio sulle crescenti difficolta’ finanziarie che la Giunta regionale pugliese incontra nella spesa sanitaria, pur avendo ereditato una gestione sostanzialmente sana sotto il profilo economico e funzionale. Inoltre mi chiedo – prosegue il comunicato – se il Ministro non ritenga opportuno porre sotto controllo la gestione delle Aziende sanitarie locali e degli ospedali della Regione Puglia, interessando del caso, ove occorra, anche la competente sezione della Corte dei Conti. Inoltre – conclude l’onorevole Carlucci – nonostante la Puglia abbia un rapporto infermieri/abitanti inferiore a quello italiano, che peraltro e’ inferiore a quello europeo (5,4 infermieri/abitanti, rispetto al 6,9 comunitario) si continuano a rimandare di mese in mese i concorsi per l’assunzione di nuovi infermieri, mentre si prevede di non rinnovare il contratto in scadenza agli infermieri precari: sono 400 nel solo ospedale ‘Fazzi’ di Lecce ed andranno a casa il 30 giugno’.

Bat: Gazzetta del mezzogiorno 16.6.07 Febbraio 6, 2008

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Sanità BAT Febbraio 6, 2008

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sanita-bat-marzo-2007.pdf

Corriere del Mezzogiorno – BARI -
sezione: BAT – data: 2007-06-19 num: – pag: 9
categoria: REDAZIONALE

 

Trani chiede a Tedesco un piccolo policlinico

Prima riunione del comitato guidato dal sindaco «a difesa della struttura ospedaliera»

TRANI — Settanta posti letto per una città di 55mila abitanti sono davvero pochi, soprattutto in estate quando la popolazione aumenta a causa delle presenze turistiche. E l’ospedale di Trani va salvato riportandovi discipline specialistiche che ne giustifichino l’esistenza nell’ambito del presidio Bisceglie-Trani. Almeno su questi punti nessuno ieri pomeriggio aveva dubbi nell’affollata e calda (nella struttura non esiste l’impianto di condizionamento dell’aria) sala conferenze del San Nicola Pellegrino, durante l’incontro convocato dal sindaco (di centrodestra) Giuseppe Tarantini per costituire un comitato di lotta a difesa del nosocomio.
Rappresentanti dei partiti di centrodestra e di centrosinistra, associazioni di volontariato e non, tutti coloro che sono stati invitati ad aderire all’ormai costituito comitato di lotta non hanno avuto dubbi sulla necessità di dire basta alla progressiva politica dell’abbandono dell’ospedale tranese, dove per questa estate si sono ridotte di 47 unità i posti letto disponibili per carenza di personale. Cioè infermieri. «Il problema degli infermieri – ha ricordato Tarantini, che è anche medico dell’ospedale, presso il reparto di Ematologia che dovrebbe essere trasferito a Barletta – non è solo un problema estivo, è costituzionale in questo ospedale. Infermieri ce ne sono meno rispetto a tutti gli altri ospedali della Asl. L’idea del direttore generale era quella di spostare gli infermieri dal 118 ai reparti, affidando il 118 alle associazioni di volontariato. Una cosa assurda». E sulla questione degli infermieri ha puntato il dito non poco anche Domenico Marinaro, consigliere comunale eletto con la civica Trani prima di tutto. «Infermieri sono stati assunti a Bisceglie, Barletta, persino Canosa«, ha ricordato. «A Trani solo assunzioni a termine poi non confermate e non si è nemmeno pensato alla mobilità interna alla Asl. Poi si fanno lavori per opere murarie che non si capisce a cosa potranno servire se l’ospedale deve chiudere». Se l’indice è stato puntato contro l’attuale direzione sanitaria della Asl, della quale qualcuno ha anche chiesto le dimissioni, non sono mancate però nemmeno le proposte concrete che il sindaco Tarantini dovrà portare all’assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco il 26 giugno prossimo durante l’incontro già fissato.
La proposta giudicata più interessante sembrerebbe quella di rafforzare il presidio Bisceglie-Trani, puntando però a creare specializzazioni che giustifichino l’esistenza della struttura tranese «perché nessun ospedale – ha detto lo stesso sindaco – va avanti con le sole discipline di base».
Carmen Carbonara